Russian President Vladimir Putin meets with members of the Delovaya Rossiya (Business Russia) National Public Organisation and participants of the organisation's 20th Congress and Forum via video link at the Kremlin in Moscow, Russia May 13, 2025. Sputnik/Alexander Kazakov/Pool via REUTERS ATTENTION EDITORS - THIS IMAGE WAS PROVIDED BY A THIRD PARTY.
Il presidente russo Vladimir Putin accusa i leader europei di alimentare paura e isteria su uno scontro con Mosca, rispondendo alle parole del segretario Nato Mark Rutte.
Vladimir Putin torna a colpire frontalmente l’Europa e la sua classe dirigente, accusata di diffondere timori infondati su un conflitto imminente con la Russia.
Secondo il presidente russo, i politici europei starebbero deliberatamente alzando il “livello di isteria” per motivi di convenienza politica.
Citato dall’agenzia Tass, Putin ha definito «sciocchezze» le ipotesi di uno scontro diretto con Mosca, respingendo l’idea che il continente debba prepararsi a una guerra su larga scala.
«In Europa alla gente viene inculcata la paura di un inevitabile scontro con la Russia, come se dovessero prepararsi a una guerra di vasta portata», ha dichiarato, accusando diversi leader di aver dimenticato le proprie responsabilità istituzionali.
Secondo lo zar, queste figure sarebbero guidate da interessi politici a breve termine, personali o di gruppo, piuttosto che dagli interessi reali dei cittadini europei.
«Stanno aumentando sempre di più il livello di isteria», ha insistito, ribadendo: «L’ho detto molte volte: questa è una bugia, una sciocchezza, semplicemente una sciocchezza».
Le parole di Putin arrivano come risposta indiretta ma evidente alle recenti dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte.
Nei giorni scorsi, il numero uno dell’Alleanza Atlantica aveva lanciato un allarme senza precedenti, affermando: «Siamo il prossimo obiettivo della Russia e siamo già in pericolo».
Secondo Rutte, ciò che sta accadendo in Ucraina potrebbe estendersi anche ai Paesi alleati, rendendo necessaria una vera e propria “mentalità da tempo di guerra”.
«Temo che troppi siano silenziosamente compiacenti», aveva aggiunto, denunciando una mancanza di urgenza e avvertendo che «il tempo non è dalla nostra parte».
Da qui l’invito esplicito ad aumentare rapidamente la spesa e la produzione per la difesa degli Stati membri. Una posizione che Putin considera funzionale a una strategia di paura e mobilitazione politica, più che a una reale analisi delle intenzioni russe.
Nel suo intervento, Vladimir Putin non si è limitato a respingere le accuse, ma ha anche usato toni sprezzanti nei confronti dei leader europei.
In un passaggio particolarmente duro, il presidente russo ha paragonato gli europei a dei “porcellini”, accusandoli di essersi allineati senza esitazioni alla precedente amministrazione statunitense.
«I maialini europei si sono immediatamente accodati alla precedente amministrazione americana, sperando di trarre profitto dal crollo del nostro Paese», ha affermato.
Un’espressione che segna un ulteriore inasprimento dello scontro verbale tra Mosca e l’Occidente, mentre sullo sfondo restano le tensioni legate alla guerra in Ucraina e al ruolo crescente della Nato nello scenario europeo.
Le parole di Putin confermano una linea di totale chiusura verso le accuse occidentali e ribadiscono una strategia comunicativa aggressiva, destinata a pesare sul già fragile equilibrio diplomatico.
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