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Occhiuto apre, Calenda frena, “Senza scaricare Salvini il centrodestra non cambia”

Carlo Calenda commenta le aperture di Roberto Occhiuto: europeismo e liberalismo restano minoritari finché Salvini condiziona la coalizione di governo.

Lo scenario politico e la proposta di Roberto Occhiuto

Le dichiarazioni del presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, aprono un nuovo fronte di discussione all’interno del centrodestra.

In una lunga intervista, il governatore ha sostenuto la necessità di avviare un confronto nella maggioranza per attrarre forze liberali e riformiste, anche a costo di sacrificare il consenso delle corporazioni.

Secondo Occhiuto, il centrodestra dovrebbe ampliare i propri orizzonti politici, parlando non solo alle forze tradizionali della coalizione ma anche a mondi esterni, con l’obiettivo di costruire un campo più largo.

Un’ipotesi che punta a riequilibrare la linea politica della maggioranza e a rafforzare un profilo più europeista e riformatore.

Parole che non passano inosservate e che trovano la risposta immediata del leader di Azione, Carlo Calenda, intervenuto in un colloquio con Il Foglio.

La replica di Carlo Calenda: “Discussione interna a Forza Italia”

Per Carlo Calenda, le riflessioni di Occhiuto non rappresentano una svolta reale.

“Mi sembra una discussione interna corporis a Forza Italia. Rispettabilissima come discussione. Ma che non ha a che fare con l’idea che oggi loro possano riuscire a spostare il peso della coalizione”, afferma il leader di Azione.

Secondo Calenda, al di là delle dichiarazioni, il centrodestra non mostra segnali concreti di voler modificare gli equilibri interni.

Il riferimento è diretto a Matteo Salvini, considerato il vero fattore condizionante della coalizione.
“Il centrodestra non sembra avere intenzione di scaricare Salvini. Se questo prima o poi succederà noi siamo i più contenti di tutti”, aggiunge.

Per Calenda, senza un cambiamento radicale nella leadership e nelle priorità politiche, ogni tentativo di riposizionamento resta astratto.

Europeismo, centro e il ruolo di Salvini secondo Calenda

Alla domanda su un possibile ingresso di Azione in una coalizione di centrodestra rinnovata, Calenda chiude nettamente la porta.

“Non mi stanno facendo nessun invito perché sanno che noi stiamo dove ci hanno messo gli elettori e siamo impegnati a costruire qualcosa di diverso”, chiarisce.

Il progetto del leader di Azione resta quello di un’alleanza tra partiti autenticamente europeisti.

Nel suo giudizio, Giorgia Meloni mantiene una posizione ambigua, “un po’ lì, un po’ qui”, mentre Forza Italia non riesce a esercitare un reale peso sull’azione di governo.

“Quello che condiziona è sempre Salvini”, ribadisce, tornando sul ruolo del ministro dei Trasporti.

La condizione preliminare per qualsiasi confronto, secondo Calenda, resta chiara: “La premessa di qualsiasi discussione è che Salvini vada a fare un altro mestiere, ma non ci sono proprio le condizioni al momento”.

Quanto alle posizioni espresse da Marina Berlusconi e Piersilvio Berlusconi, il leader di Azione riconosce una piena sintonia sui contenuti.

“L’agenda dei figli di Berlusconi è un’agenda pienamente liberale e la condivido in toto, la condividiamo tutti in Azione. Oggi il problema è che Forza Italia è in una coalizione dove quest’agenda è minoritaria”, conclude.

Published by
Claudia De Napoli

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