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Sinistra in crisi nel 2025 tra sconfitte e leadership evaporate di Elly Schlein e Conte

Il 2025 della sinistra guidata da Elly Schlein e Giuseppe Conte si chiude tra sconfitte elettorali, referendum falliti e divisioni interne che indeboliscono ogni progetto alternativo al governo.

Elly Schlein e la disfatta delle Marche

All’alba del 2026, il bilancio del 2025 per la sinistra appare segnato da una lunga serie di battute d’arresto.

Mentre Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno trascorso l’anno alla ricerca di una formula unitaria, il riscontro elettorale ha restituito un quadro opposto.

Le elezioni regionali nelle Marche hanno rappresentato il punto più basso: quella che doveva essere la regione simbolo della “riconquista” si è trasformata in una sconfitta netta.

La débâcle del candidato unitario Matteo Ricci non è stata letta come un episodio isolato, ma come la conferma che la somma tra Pd, M5S e Avs non genera una proposta di governo coerente.

In quello stesso contesto, Fratelli d’Italia ha consolidato la propria presenza anche in territori storicamente favorevoli alla sinistra, mentre l’opposizione restava impantanata in veti incrociati.

Nel primo passaggio dell’analisi politica, la figura di Elly Schlein emerge come simbolo di una strategia che non ha prodotto consenso né slancio.

Referendum falliti e mobilitazione mancata

Il mese di giugno avrebbe dovuto segnare la svolta attraverso i referendum. La sinistra aveva puntato sullo smantellamento del Jobs Act e sulle battaglie legate alla cittadinanza.

Il risultato, però, è stato un mancato raggiungimento del quorum che ha certificato l’incapacità di mobilitare l’elettorato.

Nonostante il risultato, nessun passo indietro è arrivato dai vertici. Al contrario, la linea politica è rimasta ancorata alle piazze promosse dalla Cgil, con Maurizio Landini sempre più centrale nel dettare l’agenda.

Elly Schlein ha parlato di “ferita profonda” riferendosi all’astensionismo, senza però riconoscere che l’assenza di una visione alternativa e di proposte concrete ha contribuito all’allontanamento degli elettori.

La contrapposizione sistematica al centrodestra, dal premierato all’autonomia differenziata, senza una piattaforma credibile, ha rafforzato l’immagine di una sinistra orientata più al rifiuto che alla costruzione.

Anche sulla riforma della giustizia, storicamente cara al centrosinistra, la posizione si è trasformata in un no pregiudiziale.

Divisioni, casi controversi e perdita di credibilità

Il 2025 è stato anche l’anno della distanza crescente tra Giuseppe Conte e Elly Schlein.

Da un lato il leader del Movimento 5 Stelle ha accentuato una linea barricadera, dall’altro il Pd ha progressivamente perso il contatto con l’area moderata, rincorrendo posizioni più radicali rappresentate da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

In questo quadro si inserisce il caso Francesca Albanese, inizialmente indicata come possibile riferimento morale della sinistra.

La relatrice speciale dell’Onu, dopo mesi di esposizione mediatica, è stata progressivamente accantonata a seguito di dichiarazioni giudicate estreme.

Solo Bologna, con Matteo Lepore, ha confermato la cittadinanza onoraria, mentre in altre città è stata revocata o mai formalizzata.

Ancora più dirompente è stata l’inchiesta su Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia, arrestato con l’accusa di aver dirottato fondi verso Hamas.

La reazione della sinistra è apparsa frammentata e incerta. Il silenzio di Elly Schlein ha alimentato malumori interni e interrogativi sulla direzione politica del Pd, mentre l’assenza di una presa di posizione netta ha rafforzato la percezione di un cortocircuito morale che pesa sull’immagine complessiva dello schieramento.

Published by
Lorenzo Costantino

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