Vannacci dopo Caracas: “Se vale per Kiev, allora truppe europee per Maduro”
Dopo il blitz americano in Venezuela, Roberto Vannacci ironizza sugli aiuti a Kiev e critica l’Europa, trovando appoggi sorprendenti tra giornalisti, sindacati e leader della sinistra.
Roberto Vannacci e la provocazione sul Venezuela
L’attacco degli Stati Uniti al Venezuela, culminato con la cattura del dittatore Nicolas Maduro, diventa terreno di scontro politico anche in Europa.
A cavalcare l’onda è l’eurodeputato leghista Roberto Vannacci, che affida ai social un video provocatorio, registrato mentre è alla guida, per attaccare frontalmente i vertici dell’Unione Europea e la linea occidentale sul conflitto in Ucraina.
Secondo Vannacci, la reazione europea all’azione americana evidenzierebbe una evidente incoerenza.
“Ora io mi aspetto che la signora Ursula von der Leyen congeli gli assetti finanziari statunitensi in Europa e che soprattutto che ci indebitiamo per altri 90 miliardi di debito comune per dare armi a Caracas”, afferma con sarcasmo, ribaltando lo schema seguito per il sostegno a Kiev
Nel suo intervento, Roberto Vannacci spinge l’ironia ancora oltre:
“Mi aspetto che Starmer, Merz e Macron si riuniscano in un gruppo di volenterosi per offrire truppe a Maduro”. E aggiunge un riferimento geografico per respingere le critiche:
“La Guadalupa, che è Francia, è molto più vicina a Caracas di quanto Parigi non lo sia a Kiev”.
Le reazioni inattese dalla sinistra
A sorpresa, le parole di Roberto Vannacci trovano eco anche in ambienti lontani dalla Lega.
Tra le prime a intervenire è la giornalista Chiara Geloni, già portavoce dell’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, che sui social rilancia con tono ironico:
“Adesso dovremmo fare un bel decreto e mandare armi al Venezuela fino alla vittoria contro gli USA, immagino”.
Una convergenza che si allarga anche al fronte sindacale. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, condanna senza esitazioni l’azione americana, parlando di “violazione della sovranità nazionale della Repubblica del Venezuela”.
In una nota ufficiale, il sindacato inserisce l’episodio in un quadro globale di conflitti, accomunando Donald Trump e Vladimir Putin come fattori di destabilizzazione dell’ordine internazionale.
La presa di posizione della Cgil estende la critica anche ad altri scenari di crisi, citando Nigeria, Siria, Iran, Gaza e il Corno d’Africa, in un giudizio complessivo che accusa l’Occidente di alimentare una spirale di guerra permanente.
Bonelli e la condanna dell’attacco Usa
Non manca la voce dei Verdi. Il leader Angelo Bonelli interviene sui social definendo l’attacco americano “gravissimo” e parlando apertamente di “atto di pirateria internazionale”. Secondo Bonelli, “la lotta al narcotraffico è un alibi” e rappresenta solo un pretesto per un’azione di forza destinata ad avere conseguenze globali.
“Domani Trump bombarderà la Cina per il fentanyl?”, si chiede provocatoriamente il leader verde, accusando il presidente americano di portare “il mondo verso una guerra permanente”.
Anche in questo caso, l’appello finale è rivolto al governo Meloni, chiamato a prendere una posizione di condanna netta.
Nel complesso, la vicenda venezuelana produce un cortocircuito politico singolare: la provocazione di Roberto Vannacci, nata per attaccare l’Europa e la linea atlantica, finisce per incrociare e rafforzare argomentazioni che arrivano da settori della sinistra, uniti nella critica all’azione militare statunitense ma divisi sulle implicazioni politiche più ampie.
