Angelo Bonelli accusa Giorgia Meloni di legittimare l’intervento Usa in Venezuela e parla di strategia coloniale. Nuovo scontro politico tra Avs e governo.
Angelo Bonelli apre la giornata politica con un duro affondo contro Giorgia Meloni, accusata di aver giudicato legittimo l’intervento degli Stati Uniti che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro. Intervenendo a Inside24 su Rainews24, l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra ha parlato di uno scenario internazionale che lo preoccupa profondamente.
“È inaccettabile che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia definito legittimo l’intervento di Donald Trump in Venezuela”, ha affermato Bonelli, sostenendo che il mondo stia diventando “lasciato alla mercé di un uomo che decide cosa una nazione può o non può fare”. Nel suo ragionamento, il leader verde lega direttamente il caso venezuelano ad altre tensioni geopolitiche, dalla Groenlandia in poi, descrivendo un quadro unitario.
Nel proseguire il suo intervento, Bonelli ha alzato ulteriormente i toni. “Siamo davanti a una strategia di nuovo colonialismo, fondata sulla forza e sull’arroganza”, ha dichiarato, respingendo l’idea che l’azione americana possa essere letta come un intervento a tutela dei diritti.
Secondo il leader di Avs, la democrazia in Venezuela dovrebbe essere ripristinata, ma quanto sta accadendo avrebbe motivazioni ben diverse.
“Per favore, non raccontiamo bugie agli italiani”, ha aggiunto, sostenendo che la vicenda riguarderebbe “esclusivamente il controllo delle risorse energetiche”.
A suo dire, questa chiave di lettura sarebbe stata esplicitata dallo stesso Donald Trump e da esponenti della sua amministrazione, mentre la destra italiana continuerebbe a proporre una narrazione fuorviante.
Uno dei passaggi più contestati riguarda il tema del narcotraffico. Bonelli ha affermato che “la narrazione sul narcotraffico non compare nemmeno nei capi d’accusa americani”, accusando il governo e il centrodestra di utilizzare argomenti strumentali per giustificare l’operazione contro Maduro.
Un’accusa che alimenta ulteriormente la frattura politica tra Avs e l’esecutivo guidato da Meloni.
Le parole di Bonelli si inseriscono in un clima già teso, in cui una parte della sinistra viene accusata dai critici di offrire sponde politiche ai sostenitori dell’ex leader venezuelano.
La presa di posizione del leader dei Verdi riapre così il confronto su politica estera, diritti e interessi strategici, trasformando il caso Venezuela in un nuovo terreno di scontro interno. Sullo sfondo resta una domanda che anima il dibattito: quale sarebbe stata la reazione della sinistra italiana se Maduro fosse ancora al potere.
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