Mauro Corona invoca un intervento deciso contro il regime iraniano, critica i doppi standard sul diritto internazionale e chiede agli Stati Uniti di aiutare il popolo oppresso dagli ayatollah.
Altro che distinguo, prudenza diplomatica o richiami selettivi al diritto internazionale.
Nel corso dell’ultima puntata di È sempre Cartabianca, in onda su Rete4, lo scrittore e scultore Mauro Corona ha sorpreso lo studio con parole nette e prive di ambiguità sulla situazione in Iran.
Ospite della trasmissione condotta da Bianca Berlinguer, Corona ha espresso una solidarietà senza riserve verso il popolo iraniano, definito schiacciato da decenni di teocrazia e repressione sistematica.
“Sono anni e anni che sono sopraffatti da questo regime, dagli ayatollah”, ha spiegato, ricordando la continuità del potere religioso da Khomeini a Khamenei e descrivendo la rivolta attuale come un esito inevitabile.
Secondo Mauro Corona, le proteste che attraversano l’Iran non rappresentano un’improvvisa fiammata, ma la conseguenza naturale di un sistema che nega libertà fondamentali.
La repressione violenta esercitata dal regime viene letta come la conferma di un potere incapace di tollerare qualsiasi forma di dissenso.
“Prima o dopo doveva sfociare, a costo di pagarla con la vita”, ha affermato, sottolineando come la popolazione, e in particolare le donne, sia stata privata per decenni di diritti elementari, dall’istruzione alla libertà personale.
Nel suo intervento Corona ha descritto una condizione di oppressione totale: persone che non possono studiare, guidare, compiere gesti quotidiani, vivere una vita normale.
“Un essere umano ha una sola vita”, ha aggiunto, rimarcando l’insopportabilità di un sistema che la comprime e la annulla.
Il passaggio più dirompente arriva quando Corona invoca apertamente un intervento degli Stati Uniti.
“In questo caso Trump dovrebbe andare lì, come è andato a prelevare Maduro”, ha dichiarato, chiedendo che il presidente americano Donald Trump fornisca “gli aiuti necessari” per abbattere un sistema che nega libertà e diritti.
Il riferimento è all’azione che ha portato alla rimozione del dittatore venezuelano Nicolás Maduro, indicata come esempio di intervento risolutivo contro un regime autoritario.
Parole che spiazzano il dibattito politico italiano, perché pronunciate da una figura lontana da qualsiasi militanza ideologica americana e che mettono in discussione l’uso selettivo del diritto internazionale, evocato solo quando torna comodo.
Nel finale della trasmissione, Bianca Berlinguer ha anche spiegato la scelta di condurre indossando occhiali da sole, chiarendo di essersi sottoposta a un intervento a un occhio e di non poter ancora esporsi alle luci dello studio.
Ma il centro della serata resta l’intervento di Corona, che con parole crude e dirette ha rimesso al centro il tema della libertà negata e della responsabilità internazionale di fronte a una repressione che continua.
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