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Sulla Groenlandia Maurizio Gasparri difende la linea di Giorgia Meloni e Antonio Tajani e attacca duramente Giuseppe Conte, accusato di servilismo verso gli Stati Uniti.
Il governo italiano, con il diretto impegno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, sta lavorando per favorire soluzioni “realistiche e concordate” sulla delicata vicenda della Groenlandia, con l’obiettivo di preservare la coesione della Nato.
Una linea diplomatica che punta a tenere insieme alleati europei e Stati Uniti in una fase di forte tensione internazionale, evitando iniziative unilaterali e puntando sul dialogo politico come strumento principale di gestione della crisi.
E’ su questo terreno che si inserisce lo scontro politico interno, alimentato dalle dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
A intervenire in modo durissimo è il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che non risparmia attacchi personali e politici all’ex premier.
“Il governo italiano con il forte impegno del presidente Meloni e del ministro degli Esteri Tajani sta sollecitando soluzioni realistiche e concordate per la vicenda Groenlandia, per far prevalere la coesione della Nato”, afferma Gasparri.
Poi l’affondo diretto contro Giuseppe Conte: “Conte dice stupidaggini confondendo la sua storia con quella altrui”. Secondo Gasparri, l’ex premier non avrebbe alcun titolo per criticare l’attuale linea dell’esecutivo, alla luce del suo passato rapporto con Washington.
Nel suo intervento, Maurizio Gasparri richiama un episodio simbolico dei rapporti tra Giuseppe Conte e l’allora presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
“Trump, già presidente Usa, ringraziò l’allora presidente del Consiglio Conte chiamandolo ‘Giuseppi’”, ricorda Gasparri, sottolineando quello che definisce un atteggiamento di sudditanza politica.
L’attacco si fa ancora più duro: “Dopo che il prono grillino aveva dato una stupefacente prova di servilismo agli Usa, trasformando le nostre istituzioni in lustrascarpe degli americani”.
Una critica che punta a ribaltare le accuse e a dipingere Giuseppe Conte come responsabile di una gestione considerata remissiva nei rapporti con Washington.
La conclusione è netta e senza appello: “Conte ‘sciuscià’ farebbe meglio a tacere. Noi gli ricorderemo le sue penose e servili prestazioni”.
Parole che segnano un nuovo capitolo nello scontro politico sulla politica estera italiana e sulla gestione della crisi legata alla Groenlandia, mentre il governo rivendica una linea di equilibrio e fermezza nel quadro dell’alleanza atlantica.
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