Italia & Dintorni

Scontri a Torino, Gasparri accusa l’opposizione: “C’è chi rompe le teste e chi dà i soldi”, Boccia esplode in Aula

Scontro durissimo al Senato tra Maurizio Gasparri e Francesco Boccia durante il voto di fiducia sulla manovra, con accuse incrociate e tensione altissima in Aula.

L’attacco di Gasparri durante il voto sulla manovra

Lo scontro si consuma nell’Aula del Senato della Repubblica durante il voto di fiducia sulla manovra economica. A far deflagrare la tensione è l’intervento di Maurizio Gasparri, che punta il dito contro l’opposizione con parole durissime.

“C’è chi ai poliziotti e ai carabinieri spacca le teste nelle vie di Torino e chi mette i soldi per la loro previdenza e i loro straordinari”, esordisce il senatore della maggioranza.

Poi l’affondo che incendia l’Aula: “Queste sono le due Italie che si confrontano anche oggi: c’è chi rompe le teste e chi dà i soldi”.

Gasparri rivendica le misure contenute nei provvedimenti economici, ricordando che “c’è stato anche il decreto anticipi in questi giorni che ha dato 90 milioni alle forze di polizia” e che “nella manovra ci sono 114 milioni per gli straordinari”.

Un passaggio che lega direttamente il sostegno alle forze dell’ordine alle scelte politiche della maggioranza, contrapponendole alle posizioni delle opposizioni.

Il riferimento agli scontri di Torino e il caso Askatasuna

L’attacco di Maurizio Gasparri viene letto come un chiaro riferimento agli scontri avvenuti a Torino durante i cortei legati al centro sociale Askatasuna, che hanno portato al ferimento di 11 agenti delle forze dell’ordine.

Da settimane, il tema è al centro del dibattito politico.

Alcuni esponenti di Avs si sono schierati a difesa del centro sociale sgomberato, mentre il Partito Democratico e il sindaco dem Stefano Lo Russo hanno definito “sbagliato” lo sgombero.

In questo contesto, le parole di Gasparri assumono un valore politico preciso, collegando le proteste di piazza alla linea dell’opposizione parlamentare.

Una narrazione che mira a tracciare un confine netto tra chi, secondo la maggioranza, sostiene le forze dell’ordine con risorse economiche e chi, invece, verrebbe accusato di ambiguità nei confronti dei movimenti antagonisti.

La reazione furente di Francesco Boccia

La replica non tarda ad arrivare ed è altrettanto dura. A prendere la parola è Francesco Boccia, esponente del Partito Democratico, che si scaglia contro il centrodestra respingendo con forza le accuse.

“Il presidente Romeo ha utilizzato mezzo intervento per contestare il ministro Giorgetti e l’altra metà per fare propaganda”, attacca Boccia, prima di entrare nel vivo dello scontro.

“La cosa chiara è che nessuno in quest’aula, Gasparri compreso, può permettersi di dire che il gruppo del Pd e i gruppi delle opposizioni sono accanto a chi spacca la faccia alle forze dell’ordine. Mai”.

Parole pronunciate con tono acceso, che accendono ulteriormente il clima in Aula. Boccia rivendica la storia del suo partito e chiude richiamando il passato politico del Partito Democratico:

“Perché chi siede in questi banchi ha una storia chiara, la testa se l’è fatta spaccare per difendere la Repubblica, sempre e comunque”.

Uno scontro che fotografa una frattura politica profonda, esplosa durante un passaggio cruciale come il voto di fiducia sulla manovra.