Marco Rizzo, Coordinatore Democrazia Sovrana Popolare, Roberto Vannacci Europarlamentare LEGA in occasione del VI congresso nazionale di Meritocrazia Italia svoltosi a Roma Venerdì 18 Ottobre 2024 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Marco Rizzo, Coordinator of Sovereign Popular Democracy, Roberto Vannacci MEP LEGA on the occasion of the VI national congress of Meritocracy Italy held in Rome on Friday October 18, 2024. (Photo by Mauro Scrobogna /LaPresse)
Marco Rizzo rivendica il congresso di Democrazia Sovrana Popolare, attacca il progetto di Vannacci e parla di caos politico, sovranismo confuso e necessità di disarticolare il sistema bipolare.
Il congresso di Democrazia Sovrana Popolare segna, secondo Marco Rizzo, un passaggio decisivo nella crescita del partito. “Sì, rappresenta un salto di qualità. Dsp era già un partito sovranista strutturato sul territorio, ma non ancora del tutto percepito. In questi due giorni abbiamo chiarito identità, linea e obiettivi”.
Un appuntamento che, nelle intenzioni del leader, serve a consolidare una proposta politica già radicata, ma ora più riconoscibile sul piano nazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di presentarsi come forza coerente, alternativa ai poli tradizionali e dotata di una visione definita sul futuro del Paese.
Il messaggio centrale emerso dal congresso, spiega Rizzo, è chiaro e privo di ambiguità: “La nostra proposta è coerente: dall’unione di tutte le forze del lavoro al multipolarismo”. Un’impostazione che si riflette anche nella partecipazione internazionale all’evento.
Erano presenti delegazioni di 18 Paesi, un dato che Rizzo considera significativo. “La presenza dell’ambasciatore russo, col messaggio di Lavrov, ha dato rilievo internazionale al congresso”. Accanto a questo, sottolinea, ha destato attenzione anche la partecipazione di Joe Hoft, esponente dell’area trumpiana.
Per il leader di Dsp, il congresso ha mostrato una linea politica definita, capace di collocarsi in uno scenario globale senza rinunciare a una forte impronta nazionale.
Il giudizio sul progetto di Roberto Vannacci è netto e privo di sconti. “Il tema vero è l’organizzazione. Presentarsi alle elezioni richiede struttura territoriale, firme e una linea chiara. Tenere insieme realtà molto diverse non paga”.
Rizzo affonda il colpo sulla mancanza di coerenza ideologica: “Se hai dentro chi dice che Putin è come Hitler o chi vuole l’indipendenza del Veneto, come puoi parlare di patria e sovranismo? Il centrosinistra sorriderebbe, come con Bertinotti, che a me non è mai piaciuto”.
Alla domanda se si tratti di un’operazione destinata a durare poco, Rizzo risponde senza esitazioni: “Non tutti i mali vengono per nuocere. Il nostro obiettivo è la disarticolazione del corrotto sistema politico italiano bipolare. Vannacci dentro la Lega era una cosa, Vannacci fuori dalla Lega un’altra, vedremo; ma nella confusione teorica non si fa nulla. Dsp lavora per evitare il declino dell’Italia e rilanciare il Paese”.
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