Rizzo chiude a Vannacci: “Ha perso il treno, se vuol venire da noi può farlo in ambulanza”
Marco Rizzo esclude accordi con Roberto Vannacci, critica la Lega sulle armi all’Ucraina e rivendica una linea sovranista autonoma mentre il generale registra il marchio Futuro Nazionale.
Marco Rizzo e la rottura politica con Roberto Vannacci
Alla vigilia del congresso di Democrazia Sovrana Popolare, in programma sabato 31 gennaio all’Hotel Ergife di Roma, Marco Rizzo liquida senza esitazioni l’ipotesi di un futuro progetto politico comune con Roberto Vannacci, chiarendo che un accordo avrebbe potuto avere senso solo in passato.
“L’accordo con lui andava bene a marzo 2025, poi lui e la Lega a parole si sono detti contro l’invio di altre armi all’Ucraina ma nei fatti hanno sempre votato a favore in Parlamento”, afferma Rizzo, sostenendo che il generale abbia ormai perso credibilità politica.
Secondo il leader di DSP, Vannacci oggi non rappresenta più un interlocutore, anche perché è rimasto nella Lega ed è stato persino nominato vice-segretario, una posizione che per Rizzo non comporta reale peso decisionale.
“Se volesse venire da noi, potrebbe farlo solo in ambulanza”, aggiunge, precisando che il mancato pagamento delle quote al partito non ha alcuna rilevanza politica.
Le tensioni interne alla Lega e l’isolamento di Vannacci
Nel frattempo, all’interno della Lega, Vannacci risulta sempre più inviso all’area moderata e governativa del partito, contraria a rotture con l’Europa e a qualsiasi richiamo nostalgico alla storia italiana.
Figure di primo piano come il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari non vengono indicati come sostenitori del generale.
Anche l’ex presidente del Veneto Luca Zaia è stato tirato in ballo, sebbene l’ufficio stampa del partito abbia smentito una sua richiesta di espulsione.
In questo contesto si inseriscono le parole del vicepremier Matteo Salvini, che nei giorni scorsi ha affermato che chi non è d’accordo può lasciare il partito, una frase interpretata come un possibile riferimento allo stesso Vannacci o, più in generale, come un tentativo di tenere unita la Lega.
Il marchio “Futuro Nazionale” e l’ipotesi di un nuovo soggetto
A rafforzare le voci di una possibile uscita dalla Lega è arrivata la notizia del deposito del marchio “Futuro Nazionale”, avvenuto il 24 gennaio, che potrebbe rappresentare il nome di una nuova formazione politica guidata da Vannacci.
Il generale, interpellato, ha ridimensionato la portata dell’iniziativa, parlando di “un simbolo” e negando, almeno ufficialmente, la nascita imminente di un partito.
La mossa era stata preceduta dalla registrazione del dominio internet futuronazionale.it da parte di Giulio Battaglini, considerato uno dei fedelissimi del generale, insieme a Massimiliano Simoni, unico eletto in Toscana con la Lega nell’area vicina a Vannacci.
Mentre Rizzo prosegue sulla strada del sovranismo in vista delle elezioni politiche del 2027, il futuro politico del generale resta incerto, segnato da un crescente isolamento interno e da iniziative che, per ora, non si sono tradotte in un progetto definito.
