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Cerno: “Indagare chi si difende e minimizzare una strage è assurdo”

Tomaso Cerno denuncia un sistema che indaga chi si difende e minimizza omissioni gravi, chiedendo protezione giudiziaria per le forze dell’ordine e responsabilità chiare sulla sicurezza.

Tomaso Cerno e il paradosso giudiziario tra Italia e Svizzera

Secondo Tomaso Cerno, nelle ultime ventiquattro ore è emersa con evidenza una distorsione profonda nel modo in cui viene applicata la giustizia.

In Italia si indaga per omicidio volontario un poliziotto che ha sparato per difendersi da un criminale armato, che invece di arrendersi impugnava un revolver, descritto come a salve, ma che nella concitazione notturna appariva indistinguibile da un’arma reale.

Per Cerno, l’unico atto realmente volontario in quella scena è stato il comportamento del delinquente, legato a scelte di vita e abitudini precise.

Contemporaneamente, in Svizzera, Paese spesso indicato come modello, vengono indagati per omicidio colposo i titolari di un bar dove un incendio ha provocato la morte di quaranta persone, quasi tutte giovanissime e in larga parte minorenni.

Responsabilità, omissioni e sicurezza pubblica

Cerno sottolinea come, in un contesto simile, emerga con chiarezza che qualcosa non funzioni nel sistema delle responsabilità.

Se in Svizzera si è compreso che occorrono indagini serie, anche per tutelare la reputazione di un intero Paese, lo stesso livello di lucidità dovrebbe essere applicato in Italia sul tema della sicurezza.

Il giornalista critica l’uso politico del tema da parte della sinistra, definendo inutile ogni forma di propaganda o strumentalizzazione.

Secondo Cerno, il Paese è stato riempito di delinquenti, in larga parte immigrati clandestini, e la pressione sulle forze dell’ordine è diventata insostenibile.

In questo scenario, chi opera per garantire l’ordine pubblico si trova spesso esposto a conseguenze giudiziarie sproporzionate.

Protezione giudiziaria e distinzione tra difesa e strage

Nelle dichiarazioni di Cerno emerge la richiesta netta di una protezione giudiziaria adeguata per le forze dell’ordine, affinché possano svolgere il proprio lavoro senza il timore costante di essere criminalizzate.

Non perché siano supereroi, ma proprio perché sono esseri umani chiamati a decidere in pochi secondi in situazioni di pericolo reale.

Cerno afferma che un poliziotto che spara a un criminale armato e non collaborativo non commette alcun reato.

Al contrario, quando un locale prende fuoco e decine di persone muoiono a causa di omissioni e comportamenti sbagliati, quella viene definita una strage.

La distinzione tra legittima difesa e responsabilità gravi, conclude Cerno, dovrebbe essere il fondamento di qualsiasi sistema di giustizia credibile.