Asse Forza Italia-Azione, Marina Berlusconi entra in campo e spinge per il centro
Dopo l’apertura di Carlo Calenda a Forza Italia, Marina Berlusconi incontra Tajani e Occhiuto mentre prende forma un progetto centrista per arginare Lega e sovranismo.
Il ruolo di Marina Berlusconi e i segnali politici a Milano
In politica nulla avviene per caso e la sequenza di incontri andati in scena a Milano nelle ultime ore viene letta negli ambienti parlamentari come un segnale preciso.
All’indomani della partecipazione di Carlo Calenda alla convention di Forza Italia, durante la quale il leader di Azione ha auspicato un rafforzamento della collaborazione con gli azzurri, il segretario del partito fondato da Silvio Berlusconi, Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha incontrato a pranzo la presidente di Fininvest Marina Berlusconi.
Nei giorni precedenti anche il vice segretario azzurro Roberto Occhiuto, presidente della regione Calabria, aveva avuto un colloquio con la primogenita del Cavaliere, nonostante i rapporti politici tutt’altro che distesi tra Occhiuto e Tajani.
Il coinvolgimento diretto di Marina Berlusconi, e non di Pier Silvio, viene interpretato come il segnale che su Forza Italia e sui suoi equilibri futuri si stia giocando una partita rilevante.
Tajani, Occhiuto e il congresso del 2027
Occhiuto ha parlato apertamente di “aria nuova” e della necessità di andare oltre Tajani, arrivando a non escludere una propria candidatura alla segreteria nazionale in vista del congresso di inizio 2027, prima delle prossime elezioni politiche.
Tajani ha risposto pubblicamente sostenendo di non temere alcuna sfida interna e di proseguire lungo la propria linea, forte di una maggioranza solida nel partito.
Attorno al governatore calabrese si muoverebbe circa il 15 per cento tra parlamentari e consiglieri, soprattutto nel Sud, con nomi come Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo, ma il controllo del partito resta saldamente nelle mani del ministro degli Esteri.
Resta tuttavia evidente il peso politico e simbolico dei figli di Berlusconi, che continuano a esercitare un’influenza determinante nella seconda forza di governo.
Europa, Lega e il progetto centrista
Sul piano politico, Tajani ha indicato come modello l’esperienza della Basilicata, guidata dal governatore Vito Bardi, ovvero un’alleanza di centrodestra a trazione azzurra con dentro Azione, uno schema che potrebbe essere esportato anche nelle grandi città come Roma, Milano e Torino.
Alla domanda su una possibile corsa comune alle prossime Politiche, Tajani non ha escluso nulla, definendo però “prematuro” parlarne ora.
Secondo fonti qualificate, la famiglia Berlusconi, considerati gli interessi economico-finanziari in Europa, spingerebbe per una linea di governo più europeista e meno sbilanciata verso il presidente Usa Donald Trump.
Il vero nodo resta la Lega di Matteo Salvini, in particolare l’area che si riconosce nel vice-segretario Roberto Vannacci, giudicata troppo distante dalle posizioni europeiste e atlantiste.
Da qui l’ipotesi di una grande alleanza centrista tra Forza Italia, Azione, Noi Moderati, Udc e altre sigle liberali, con l’obiettivo di raggiungere almeno il 15 per cento e incidere in modo determinante sul prossimo governo, mentre Marina Berlusconi resta pienamente in campo, pur senza un ruolo politico diretto.