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Cruciani sbotta a Dritto e Rovescio: “Chi picchia un poliziotto è un criminale, va in galera”

Il governo approva il nuovo Decreto Sicurezza. A Dritto e Rovescio, Giuseppe Cruciani difende il poliziotto aggredito a Torino e incalza un attivista: “Chi colpisce un agente deve andare in galera, sì o no?”.

Il Decreto Sicurezza e l’affondo della premier

Il nuovo Decreto Sicurezza varato dall’esecutivo entra nel dibattito politico come uno dei provvedimenti più rivendicati dal governo guidato da Giorgia Meloni. La premier parla di una scelta strutturale, non emergenziale: “Non misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia dell’esecutivo”, sottolineando la necessità di un approccio più duro sul tema dell’ordine pubblico. Nel mirino di Meloni finisce anche una parte della magistratura: “Un certo doppiopesismo ha reso difficile difendere i cittadini”.
Il provvedimento e le sue ricadute vengono analizzati a Dritto e Rovescio, trasmissione di Rete 4 condotta da Paolo Del Debbio, che dedica ampio spazio alle violenze di Torino e alla reazione del governo.

Cruciani difende la polizia e va allo scontro in studio

Tra gli ospiti della puntata c’è Giuseppe Cruciani, voce storica de La Zanzara su Radio 24. Cruciani prende una posizione netta a difesa del poliziotto aggredito durante gli scontri e attacca frontalmente gli autori delle violenze.
Indicando le immagini trasmesse in studio, con un manifestante che lancia un estintore e un agente salvato dall’intervento di un collega, Cruciani pone una domanda diretta a un attivista presente in studio: “Secondo te chi ha aggredito quel poliziotto con un martelletto e con delle spranghe deve andare in galera sì o no?”.

La risposta che non arriva e l’affondo finale

Luca, il ragazzo interpellato, prova a sottrarsi rispondendo in modo evasivo: “Dipende da quale persona, lo stabilisce un giudice”. Una replica che non convince Cruciani, che incalza senza arretrare: “Ma dimmelo tu! Uno che aggredisce un poliziotto va in galera o no?”.
Messo alle strette, l’attivista tenta una nuova uscita: “Con i decreti di sicurezza deve andare in galera”. Ancora una volta Cruciani lo interrompe: “Perché parli di altro? Non vuoi rispondere perché hai paura di inimicarti i tuoi amichetti”. Il giornalista chiude con un giudizio tranchant: “Quello che ha aggredito il poliziotto per terra è un criminale. Va preso, processato e condannato. Sì o no?”.
Lo scambio diventa il simbolo dello scontro più ampio che accompagna il Decreto Sicurezza: da una parte la richiesta di fermezza e chiarezza sul rispetto della legge, dall’altra le esitazioni di un’area politica che fatica a prendere una posizione netta sulle aggressioni alle forze dell’ordine.

Published by
Emanuele Larocca

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