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Scontro nella destra: Feltri travolge Vannacci “Un cretino”

Vittorio Feltri attacca Roberto Vannacci con parole durissime: “cretino”, “manovra ridicola e velleitaria”, “dilettantismo”, segnando una rottura netta nell’area conservatrice.

Feltri contro Vannacci, l’editoriale che segna la rottura

L’editoriale firmato da Vittorio Feltri rappresenta uno degli attacchi più severi rivolti nelle ultime settimane a Roberto Vannacci, con un linguaggio diretto, privo di attenuazioni e costruito su una critica politica che assume toni personali e simbolici, fino a mettere in discussione la coerenza del percorso intrapreso dal generale. Feltri parla di “conformista”, accusa Vannacci di “operare il voltafaccia” e definisce la sua iniziativa politica una “manovra ridicola e velleitaria”, sottolineando come, a suo giudizio, l’operazione non abbia solidità né prospettiva strategica.

Nel testo si insiste sull’idea che dietro la scelta vi sia una logica di carriera individuale più che una visione politica strutturata, tanto da scrivere che Vannacci “pensa alla carriera personale”, attribuendo alla sua iniziativa un carattere opportunistico e privo di reale radicamento. L’editoriale non lascia spazio a interpretazioni concilianti e si configura come una presa di distanza netta, che segna un cambio di tono rispetto al passato.

“Cretino, ma lo dico per chiarezza”: la frase che fa discutere

Il passaggio più forte è quello in cui Feltri utilizza la parola “cretino”, accompagnandola dalla precisazione: “ma non lo dico per insultare. Lo dico per chiarezza”, una formula che accentua la durezza del giudizio e allo stesso tempo rivendica la volontà di esprimere un’opinione politica senza ambiguità. La frase ha immediatamente catalizzato l’attenzione perché rappresenta un punto di non ritorno nel confronto interno all’area conservatrice.

Non manca, nell’editoriale, un affondo anche sull’ultimo libro del generale, descritto come “un testo di autoincensamento, inconsistente, velleitario”, giudizio che si inserisce in una valutazione complessiva di progressivo allontanamento dalle aspettative iniziali che avevano accompagnato l’ascesa mediatica di Vannacci. L’immagine finale è altrettanto simbolica: da generale a “caporale”, con l’invito a “ritirarsi serenamente nel circolo degli ufficiali di riposo”, una chiusura che rafforza l’idea di una bocciatura totale.

Published by
Lorenzo Costantino

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