MasterChef 15, Teo Canzi batte Carlotta in finale e conquista il titolo
Teo Canzi, 23 anni, studente di marketing di Molgora, vince MasterChef 15 battendo Carlotta Bertin con il menù autobiografico “Tutto di me”.
La finale di MasterChef Italia 15 si è chiusa con un verdetto atteso ma comunque combattuto: il titolo è andato a Teo Canzi, giovane concorrente brianzolo di appena 23 anni che ha convinto i giudici con un percorso creativo e un menù personale.
Il successo è arrivato al termine dell’ultima puntata andata in onda su Sky Uno, dove Teo Canzi ha affrontato in finale Carlotta Bertin, portando in degustazione un menù autobiografico che ha conquistato la giuria.
Teo Canzi vince MasterChef 15 battendo Carlotta Bertin
Il momento decisivo è arrivato quando i giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli hanno pronunciato il nome del vincitore.
Dopo settimane di prove e sfide ai fornelli, il titolo di quindicesimo MasterChef italiano è stato assegnato a Teo Canzi.
Il giovane concorrente, originario di Molgora, in provincia di Lecco, è riuscito a imporsi grazie a un percorso caratterizzato da intuizione, tecnica e grande determinazione.
Con la vittoria arrivano anche i premi previsti dal programma:
100.000 euro in gettoni d’oro, la pubblicazione di un libro di ricette con la casa editrice Baldini+Castoldi e un corso di alta formazione presso ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.
Durante il suo percorso nel programma, Teo Canzi si è distinto per il coraggio nelle scelte e per una cucina molto personale.
La sua determinazione è stata spesso sottolineata anche dai giudici, che lo hanno definito uno dei concorrenti più intraprendenti della stagione.
Chi è Teo Canzi, il giovane vincitore di MasterChef
A soli 23 anni, Teo Canzi è stato il più giovane tra i quattro finalisti della quindicesima edizione del programma.
Studia International Marketing, ma il suo obiettivo professionale è sempre stato chiaro: diventare private chef.
La passione per la cucina è nata quasi per caso durante un periodo di feste natalizie.
In quell’occasione preparò per la prima volta un filetto alla Wellington che, secondo il suo racconto, riuscì perfettamente già al primo tentativo.
Da quel momento la cucina non è più stata un semplice passatempo, ma una vera e propria scelta di vita.
Nonostante inizialmente i genitori avessero espresso qualche perplessità, preferendo che completasse prima il percorso universitario, Teo Canzi ha deciso di inseguire la propria passione.
Durante il programma ha collezionato risultati importanti: due Golden Pin e sei Pressure Test superati con successo.
In semifinale, anche l’ex concorrente Alessandro Segantini aveva indicato proprio Teo Canzi come il rivale più temibile, definendolo “l’uomo da battere”.
Il menù autobiografico “Tutto di me” che ha convinto i giudici
Per la finale di MasterChef Italia 15, Teo Canzi ha scelto di raccontarsi attraverso un menù degustazione dal titolo “Tutto di me”.
Ogni piatto rappresentava un passaggio del suo percorso personale e gastronomico.
L’amuse-bouche, chiamato “Fretta viola”, prevedeva petali di giglio di San Giuseppe laccati al forno con crema di prugne all’aceto di mirtilli e pistilli naturali.
Il primo piatto, intitolato “Confronto”, era un risotto alla zucca con pesce gatto alla griglia, accompagnato da crema di porcini e fragoline essiccate, con una particolare affumicatura al legno di ciliegio.
Il secondo piatto, “Il coraggio di cambiare”, proponeva coscia e petto di piccione con purea di topinambour e patate, gastrique al Porto rosso e aceto di lamponi con tarassaco spadellato.
Il percorso si concludeva con il dessert “La ciliegina sulla torta”: un semifreddo di yogurt e mascarpone con cuore di ciliegia marinata, glassa di ciliegie e Porto e picciolo di cioccolato fondente.
Proprio sul dolce i giudici hanno evidenziato un rilievo tecnico, osservando che la consistenza risultava più vicina a una panna cotta che a un semifreddo.
Nonostante questo dettaglio, il menù complessivo ha convinto la giuria.
Carlotta Bertin ha mantenuto il confronto fino all’ultimo piatto, completando il dessert a un minuto dalla fine ma dimenticando un elemento della preparazione: la brunoise di mela.
Un particolare che non ha cambiato l’esito finale della sfida.