Alessandro Gassmann difende Leo dopo Sanremo: “È andata male, ma il pubblico decide”
Alessandro Gassmann commenta Sanremo del figlio Leo, difende il suo percorso musicale e rivela: “L’età avanza, penso spesso di fermarmi”.
L’intervista di Alessandro Gassmann riporta al centro del dibattito la partecipazione del figlio Leo Gassmann al Festival di Sanremo, tra difesa orgogliosa, riflessioni sul mestiere e un pensiero sempre più frequente: fermarsi dopo una carriera lunga oltre quarant’anni.
Sanremo e Leo Gassmann: il giudizio del pubblico e l’orgoglio di un padre
Il tema che inevitabilmente domina l’intervista è la recente esperienza del figlio Leo Gassmann al Festival di Sanremo.
L’attore non evita l’argomento e affronta con franchezza il risultato ottenuto dal giovane cantante, riconoscendo che la classifica non ha premiato la sua esibizione.
“Questo Sanremo è andato male, ma questo è un giudizio del pubblico, ed è giusto che sia così”.
Nonostante il risultato finale, Alessandro Gassmann sottolinea che partecipare alla kermesse rappresenta comunque un traguardo importante nel percorso di un artista.
“È andato bene perché la cosa più importante è esserci a Sanremo, superare tutti gli step precedenti”.
L’attore racconta anche il lato meno visibile del Festival, quello che riguarda le emozioni delle famiglie degli artisti.
“Il genitore del cantante vive i mesi prima di Sanremo con un’ansia terribile”.
Il rapporto tra padre e figlio rimane però segnato da grande stima reciproca.
Leo Gassmann, spiega l’attore, è un artista che ha costruito il proprio percorso senza scorciatoie e con una forte identità musicale.
“È stato bravissimo”.
Il nuovo ruolo su Rai1 e il personaggio dell’avvocato Guerrieri
Dal 9 marzo l’attore romano tornerà su Rai1 con la fiction Guerrieri – La regola dell’equilibrio, ispirata ai romanzi dello scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio.
Nella serie, Alessandro Gassmann interpreta Guido Guerrieri, un avvocato penalista complesso e pieno di contraddizioni.
L’attore racconta che il lavoro su questo personaggio è stato particolarmente impegnativo, soprattutto per la precisione richiesta dal linguaggio giuridico.
“È stato tra i lavori più difficili mai fatti. Il linguaggio giuridico, le migliaia di leggi che ha il nostro paese non ti permettono di modificare neanche una virgola”.
Proprio questa dimensione realistica rappresenta uno degli elementi distintivi della serie televisiva.
“È tutto reale, non c’è nulla di spettacolarizzato, chi mastica giurisprudenza non farà fatica a rivedersi”.
Secondo l’attore, la scrittura di Gianrico Carofiglio ha contribuito a creare un protagonista umano, fragile e spesso in conflitto con se stesso.
“Guido Guerrieri mi piace perché è complesso, è un uomo separato controvoglia, malinconico, in qualche maniera disadattato alla vita”.
L’età che avanza e il desiderio di fermarsi
Durante l’intervista emerge anche un aspetto più personale della vita di Alessandro Gassmann.
Dopo decenni di lavoro tra cinema, teatro e televisione, l’attore ammette di pensare sempre più spesso a una pausa.
“In questo momento ci sto pensando, in continuazione”.
Non si tratta di una crisi professionale, ma piuttosto del desiderio di dedicare tempo alla vita privata e alle passioni rimaste in secondo piano.
“È proprio desiderio di non fare niente. Cucinare, bere, vedere il mondo che non ho visto, stare con gli amici”.
L’attore sottolinea come il tempo e l’energia non siano più quelli di un tempo.
“L’età avanza, ho meno forza e la mancanza di forza ti porta ad essere più riflessivo”.
Tra gli obiettivi futuri c’è anche la volontà di dedicarsi maggiormente a cause sociali e ambientali, temi sui quali Alessandro Gassmann è spesso intervenuto negli ultimi anni.
Per ora, però, non esiste una data precisa per l’eventuale stop.
“Forse fra un anno e mezzo”.
Una riflessione che arriva dopo una carriera lunga più di quattro decenni, iniziata quasi per caso e proseguita tra teatro, cinema e televisione, con ruoli diventati ormai familiari al pubblico italiano.