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Raffaella Carrà, spunta un figlio adottivo segreto: “Gian Luca Pelloni Bulzoni è l’erede”

Il nome di Gian Luca Pelloni Bulzoni emerge da un procedimento al Tribunale di Roma: sarebbe il figlio adottivo di Raffaella Carrà e unico erede dei diritti dell’artista.

La rivelazione è emersa quasi per caso, tra le carte di un procedimento giudiziario. Secondo quanto riportato negli atti del Tribunale di Roma, Raffaella Carrà avrebbe avuto un figlio adottivo, rimasto finora lontano dai riflettori. Si tratta di Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e residente a Roma, già collaboratore e manager della celebre artista italiana.

Il nome è comparso in un contenzioso legale relativo al musical teatrale “Ballo ballo”. Nel procedimento, Pelloni Bulzoni si è presentato come erede della cantante e titolare dei diritti legati alla sua immagine, alla voce, al nome e alle opere artistiche. Una circostanza che ha portato alla luce un aspetto della vita privata della Carrà rimasto finora sconosciuto al grande pubblico.

Raffaella Carrà e il figlio adottivo: il caso emerso al Tribunale di Roma

Il procedimento giudiziario riguarda il musical teatrale “Ballo ballo”, progetto nato dopo l’uscita del film omonimo del 2020. Gian Luca Pelloni Bulzoni, in qualità di erede dell’artista, aveva chiesto al Tribunale di Roma di bloccare lo spettacolo.

Nel ricorso veniva chiesta l’inibitoria alla «realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e rappresentazione, in qualsiasi forma e tramite qualunque mezzo» dello spettacolo, sostenendo che il progetto fosse stato portato avanti senza il suo consenso.

Nella richiesta presentata al tribunale si legge che Pelloni Bulzoni sarebbe «titolare quindi dei diritti sull’immagine, sulla voce e sul nome (reale e d’arte), nonché dei dati, delle informazioni sulla sua vita personale e professionale perché altresì titolare del diritto morale e dei diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno dell’artista».

La giudice Laura Centofanti del Tribunale di Roma ha tuttavia respinto la richiesta di bloccare lo spettacolo. Secondo quanto riportato nel provvedimento, le rappresentazioni teatrali previste dal tour erano già state completate e non risultavano nuove date in programma. Per questo motivo non sussistevano le condizioni per concedere l’inibitoria richiesta.

La polemica sul musical “Ballo ballo” e l’accusa di offesa alla memoria

Nel ricorso presentato al tribunale emerge anche un altro elemento di contestazione. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti giudiziari, il figlio adottivo dell’artista avrebbe ritenuto offensiva una particolare iniziativa collegata allo spettacolo.

Durante il tour teatrale, infatti, all’acquisto del biglietto veniva associato un omaggio per il pubblico. Si trattava di uno snack composto da patatine e una bevanda. Una scelta che, secondo quanto riportato nelle carte processuali, «avrebbe gravemente offeso la memoria di sua madre».

Questo aspetto è stato citato tra i motivi della richiesta di blocco dello spettacolo. Tuttavia, nella decisione del tribunale viene evidenziato che le rappresentazioni si erano ormai già svolte e che non risultavano nuove date in programma.

Per eventuali richieste di risarcimento, Pelloni Bulzoni potrà eventualmente proseguire l’azione legale nel giudizio di merito.

Il rapporto con l’artista e gli altri familiari

Secondo quanto emerge dal resoconto processuale, Gian Luca Pelloni Bulzoni non sarebbe stato soltanto collaboratore della Carrà. L’uomo è stato per anni una delle persone più vicine all’artista, ricoprendo anche il ruolo di segretario personale e manager.

Nel corso del procedimento è emerso inoltre che l’erede sarebbe stato a conoscenza del progetto teatrale legato al musical “Ballo ballo”. In base a quanto riferito nelle carte, avrebbe anche firmato alcuni accordi relativi all’iniziativa. Questi aspetti saranno eventualmente valutati nel processo di merito, qualora la vicenda giudiziaria prosegua.

Raffaella Carrà, scomparsa il 5 luglio 2021, non aveva figli biologici. Nella sua famiglia restano anche due nipoti, Matteo Pelloni e Federica Pelloni, figli del fratello dell’artista, morto a 56 anni. Con loro la cantante aveva sempre mantenuto un rapporto molto stretto.

L’artista ha sempre difeso con grande riservatezza la propria vita privata. Anche la malattia che l’ha portata alla morte fu tenuta lontana dai riflettori fino agli ultimi momenti.

Nel procedimento giudiziario, Gian Luca Pelloni Bulzoni è assistito dall’avvocata Barbara Giaquinto, mentre la società spagnola coinvolta nel contenzioso è rappresentata dall’avvocata Rossella Bertipaglia. Al momento non sono state rilasciate dichiarazioni pubbliche dalle parti coinvolte.