Conte esplode in tv: “Italia paese canaglia”, Sallusti ride e lo provoca
Duello durissimo tra Giuseppe Conte e Alessandro Sallusti a DiMartedì sul referendum giustizia: accuse, ironie e tensione altissima in diretta.
Giuseppe Conte attacca il governo: “Incapacità, non sicurezza”
Scontro ad altissima tensione nello studio di DiMartedì tra Giuseppe Conte e Alessandro Sallusti, con il referendum sulla giustizia al centro del confronto.
Il leader del M5S risponde alle dichiarazioni di Giorgia Meloni, che aveva collegato una possibile vittoria del No a un aumento dell’impunità.
“In realtà, se sono in libertà alcune volte è per l’incapacità del governo”.
Conte porta quindi un caso specifico per sostenere la sua tesi.
“Ad Al-Masri, stupratore di bambini e condannato per 30 crimini a livello internazionale, hanno dato un salvacondotto”.
E attacca anche la riforma:
“Con la norma Nordio-Meloni oggi devi convocare stupratori e spacciatori prima di arrestarli per un interrogatorio preventivo. Ovviamente scappano tutti”.
Replica di Alessandro Sallusti e tensione alle stelle in studio
La risposta di Alessandro Sallusti arriva immediata e diretta.
“Veramente il fetentone libico è in carcere nel suo paese”.
Conte non arretra e rilancia con una frase destinata ad accendere ulteriormente il confronto.
“Perché hanno più dignità loro”.
Il botta e risposta prosegue sul caso internazionale, con posizioni opposte sulla gestione della vicenda.
Lo scontro si accende ancora di più quando il leader M5S allarga il discorso alla politica estera e al diritto internazionale, citando anche il tema di Gaza.
Sallusti ironizza:
“Il genocidio a Gaza ci mancava questa sera e per fortuna è arrivato”.
Conte replica con fermezza:
“Lo vogliamo trascurare? Per lei cos’è? Un accidente capitato casualmente della storia? È diritto internazionale!”.
“Italia paese canaglia”, scontro finale e attacco alla magistratura
Il momento più acceso arriva quando Giuseppe Conte definisce l’Italia in termini durissimi.
“Quando c’è stato il caso vergognoso di Al-Masri, l’Italia si è rivelata un paese canaglia al pari della Mongolia e del Malawi”.
La reazione di Alessandro Sallusti, tra risate e ironia, provoca la reazione immediata dell’ex premier.
“Ma di che cosa ride, Sallusti?”.
Il confronto si chiude con un affondo politico diretto da parte di Conte.
“Non diffami la magistratura. Prima di preoccuparsi di diffamare i procuratori e i magistrati, fate dimettere Delmastro e Santanché”.
Uno scontro che conferma il clima sempre più acceso alla vigilia del referendum costituzionale sulla giustizia, previsto il 22 e 23 marzo.