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Scontro choc dietro le quinte: Gratteri a Sallusti “Non la saluto, è un mascalzone”, tensione alle stelle

Alessandro Sallusti accusa Nicola Gratteri dopo un incontro a DiMartedì: “Rifiuta la stretta di mano e mi minaccia”. Scontro durissimo sul referendum.

Sallusti racconta: “Non mi stringe la mano, mi chiama mascalzone”

Clima sempre più incandescente alla vigilia del referendum sulla giustizia, con uno scontro diretto tra Alessandro Sallusti e il procuratore Nicola Gratteri.

Il giornalista, oggi volto del comitato per il Sì, racconta un episodio avvenuto nel dietro le quinte della trasmissione DiMartedì, su La7.

Secondo quanto riferito, Sallusti avrebbe tentato un saluto cordiale.

“Buona sera dottore”.

Ma la risposta di Nicola Gratteri sarebbe stata durissima.

“Io a lei non solo non le stringo la mano, ma neppure la saluto perché lei è un mascalzone. Io e lei facciamo i conti dopo il 23 marzo”.

Il dubbio di Sallusti: “Possiamo fidarci di un pm così?”

Dopo l’episodio, Alessandro Sallusti ha sollevato una questione più ampia sul ruolo della magistratura nel dibattito pubblico.

“Possiamo fidarci di un pm che minaccia un cittadino per questioni politiche e di libertà di critica?”.

Parole che si inseriscono nel confronto acceso tra sostenitori del Sì e del No alla riforma della giustizia, con Nicola Gratteri tra i principali oppositori.

Referendum e tensioni: scontro sempre più personale

L’episodio si aggiunge a una lunga serie di polemiche che stanno caratterizzando la campagna referendaria, ormai arrivata alle battute finali.

Lo scontro tra Alessandro Sallusti e Nicola Gratteri evidenzia come il confronto sul merito della riforma si stia spesso trasformando in attacchi personali.

Una tensione crescente che accompagna il voto del 22 e 23 marzo, sempre più al centro del dibattito politico e mediatico.