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Meloni invito a cena a Salvini e Tajani, vertice decisivo dopo la sconfitta al referendum

Centrodestra riunito a Roma tra Meloni Salvini Tajani dopo il referendum, focus su legge elettorale e tensioni interne a Forza Italia

Vertice centrodestra Meloni Salvini Tajani per rilancio governo

Una riunione definita inizialmente “di routine”, ma che nei fatti ha rappresentato un passaggio politico rilevante per il futuro della maggioranza. A Roma, nella residenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si sono ritrovati i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, per fare il punto dopo la recente battuta d’arresto registrata con il referendum sulla giustizia.

L’incontro si è svolto in due momenti distinti: un primo confronto informale al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto Fiscale, seguito poi da una cena riservata nella casa della premier. Si tratta del primo vertice a tre dopo l’esito referendario, interpretato come un segnale di ricompattamento della coalizione.

Sul tavolo non solo le conseguenze politiche del referendum, ma anche i principali dossier in agenda. Tra questi, il contesto internazionale e soprattutto il tema della legge elettorale, sul quale si registra una significativa accelerazione. Già da martedì, infatti, prenderà avvio l’iter dello “Stabilicum” in commissione Affari Costituzionali alla Camera, con la nomina dei relatori di maggioranza: Alessandro Colucci, Igor Iezzi, Nazario Pagano e Angelo Rossi.

Legge elettorale e stabilicum, parte l’iter alla Camera

L’avvio dell’esame parlamentare della nuova legge elettorale rappresenta uno snodo cruciale per la maggioranza. Il progetto dello “Stabilicum” punta a rafforzare la stabilità dell’esecutivo, tema centrale nel confronto tra le forze del centrodestra.

La scelta dei relatori, espressione di tutte le anime della coalizione, segnala la volontà di procedere in modo condiviso. Il percorso in commissione sarà determinante per definire i dettagli della riforma, destinata ad avere un impatto significativo sugli equilibri politici futuri.

Parallelamente, il vertice tra i leader ha consentito di affrontare anche le dinamiche interne ai partiti, con particolare attenzione alla situazione di Forza Italia, reduce da giorni di tensione.

Forza Italia, tensioni rientrate e linea Tajani confermata

All’interno di Forza Italia, dopo il recente cambio alla guida del gruppo al Senato con l’avvicendamento tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi, il clima appare ora più disteso. Non si profilano, almeno nell’immediato, ulteriori scossoni ai vertici del partito.

Resta saldo il ruolo del capogruppo alla Camera Paolo Barelli, così come la leadership di Antonio Tajani, sostenuta anche da Marina Berlusconi. L’orientamento prevalente è quello di evitare cambiamenti radicali che potrebbero indebolire l’azione del governo.

A chiarire la situazione è stato il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, che ha smentito le indiscrezioni su manovre interne: «Tutto radicalmente falso, come sostenere che ci toccherà in sorte di subire la neve a ferragosto». Mulè ha inoltre precisato di non aver avuto «un ruolo» in presunte raccolte firme né di aver ricevuto «telefonata» da Marina Berlusconi.

Nel partito si discute comunque di rinnovamento e apertura. Alessandro Cattaneo, tra i parlamentari che chiedono un cambio di passo, ha sottolineato: «Il partito o innova o non è Forza Italia. Ripartiamo dalle idee, alziamo il bandierone liberale e apriamoci alla società».

Published by
Claudia De Napoli

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