LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI
Fratelli d’Italia in calo nei sondaggi, avanzano Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Il campo largo supera il centrodestra, ma pesa l’incognita Vannacci.
Gli ultimi rilevamenti sulle intenzioni di voto fotografano un quadro in evoluzione per i principali partiti italiani. Giorgia Meloni registra una flessione: Fratelli d’Italia perde lo 0,9% e scende al 27,9%, pur restando il primo partito.
Crescono invece le principali forze di opposizione. Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein sale al 22% (+0,4%), mentre il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna mezzo punto, raggiungendo il 12,9%.
Segnali positivi anche per Forza Italia di Antonio Tajani, al 9% (+0,3%), e per la Lega di Matteo Salvini, che si attesta al 6,9% (+0,4%). In lieve calo Alleanza Verdi e Sinistra, guidata da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, al 6,4% (-0,3%).
Tra i partiti minori, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si posiziona al 3,3%, mentre Azione di Carlo Calenda scende al 3,1%. Italia Viva di Matteo Renzi resta sotto la soglia con il 2,3%.
Se si osserva il quadro delle coalizioni, emerge un sorpasso del cosiddetto campo largo, che raggiunge il 45,2% (+0,7%). Il centrodestra si attesta invece al 44,8% (-0,3%).
L’ipotesi di un’alleanza tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva consentirebbe quindi alle forze progressiste di superare, almeno nei numeri, la coalizione guidata da Giorgia Meloni.
Resta però aperta la questione della leadership. Tra i nomi in campo, Elly Schlein può contare sul peso elettorale del Pd, mentre Giuseppe Conte gode di un buon livello di consenso personale. Sul tavolo anche l’ipotesi di primarie o di un federatore terzo, soluzione che però al momento non trova convergenza tra tutte le forze.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda il ruolo di Roberto Vannacci. Secondo le simulazioni, se il suo movimento Futuro Nazionale entrasse nel centrodestra, la coalizione salirebbe al 48,1%, superando nettamente il campo largo.
Resta dunque determinante la scelta dell’ex generale, che ha posto come condizione la condivisione di un programma politico coerente con i valori della destra.
Infine, il sistema elettorale continua a rappresentare un ostacolo per i partiti più piccoli. Con la soglia di sbarramento al 3%, rischierebbero di restare fuori dal Parlamento Italia Viva di Matteo Renzi, +Europa di Riccardo Magi e Noi Moderati di Maurizio Lupi, oltre ad altre formazioni minori.
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