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Belve, Conti a ruota libera: “Odio il potere”

Carlo Conti a Belve rilancia su Sanremo e Rai: passaggio a De Martino, rifiuto di Mediaset e frecciate sul sistema televisivo.

Una confessione che riaccende il dibattito sul futuro della tv pubblica: Carlo Conti, ospite di Belve, racconta scelte, rinunce e una “belvata” che ha fatto discutere.

Carlo Conti Sanremo: la “belvata” e il passaggio a De Martino

Nel ripercorrere la sua esperienza al Festival di Sanremo, Conti ha difeso una scelta simbolica destinata a lasciare il segno: il passaggio di consegne a Stefano De Martino durante la serata finale.

“Vorrei che la staffetta diventasse una prassi nei prossimi Sanremo, sarebbe bello. Ho ritenuto fosse anche un gesto d’affetto”.

Poi la frase che ha acceso il confronto: “La mia belvata? Consegnare Sanremo a De Martino al sabato sera”.

Un’idea che apre scenari nuovi per la gestione del Festival, suggerendo un modello più dinamico e condiviso, lontano dalla conduzione solitaria.

Conti ha anche chiarito che la scelta di lasciare era già stata presa prima dell’inizio:
“Lo avevo già deciso, avevamo scelto un percorso e mi piaceva anche l’idea di annunciare il mio successore”.

Il no a Mediaset e la fedeltà alla Rai

Nel corso dell’intervista, il conduttore ha ricordato il momento in cui fu corteggiato da Silvio Berlusconi per passare a Mediaset.

“Ci fu solo un approccio ai tempi di In bocca al lupo, la proposta era interessante ma non capivo cosa sarei andato a fare e siccome qui in Rai avevo il preserale, ho preferito il certo per l’incerto”.

Una decisione che ha segnato tutta la sua carriera, costruita all’interno della Rai, dove si definisce “monogamo anche professionalmente”.

“Sono fedele alla Rai, ma anche pigro. Se stai bene dove sei perché cambiare?”.

Parole che confermano una linea chiara, in controtendenza rispetto a molti colleghi che hanno scelto di cambiare rete.

Errori, programmi e il futuro in tv

Conti non ha evitato un bilancio critico del suo percorso, ammettendo anche gli errori commessi nel tempo.

“Ci fu un programma che si chiamava Ritorno al presente… Non funzionò molto. Anche Ne vedremo delle belle non lo rifarei”.

Ha poi spiegato di non sentirsi adatto a tutti i format, in particolare ai reality:
“Il reality non saprei farlo, non essendo curioso non potrei. Se litigano quelli di fianco a me non li ascolto”.

Sul futuro, ha escluso categoricamente ruoli dirigenziali:
“Non lo accetterei mai, una cosa che odio è il potere. E poi prima di tutto cancellerei i miei programmi”.

Infine, ha respinto qualsiasi ipotesi di tensioni legate al Festival:
“Non c’è stato alcun boicottaggio, ma solo cicli. Dopo il mio triennio ci sono stati Baglioni e Amadeus, due ottime gestioni”.

Una visione che ridimensiona le polemiche e rilancia il tema dell’alternanza, mentre il passaggio simbolico a De Martino continua a far discutere sul futuro di Sanremo e della televisione pubblica italiana.