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Caso Crans-Montana, fatture ai feriti del rogo, “Richieste inopportune”, interviene l’ambasciata

Tra Crans-Montana e Sion, esplode il caso delle fatture inviate ai feriti italiani del rogo: coinvolti Domenico Radice e l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado.

Crans-Montana, fatture ai feriti italiani dopo il rogo

Nei giorni successivi alla tragedia avvenuta a Crans-Montana, l’ospedale di Sion, nel Cantone Vallese, ha inviato a tre famiglie italiane le fatture per le cure mediche ricevute dopo l’incendio del locale Le Costellation. Gli importi richiesti variano tra i 15.000 e i 60.000 franchi svizzeri.

Si tratta di documenti amministrativi che hanno suscitato reazioni immediate. L’avvocato Domenico Radice, che rappresenta alcune delle vittime, ha dichiarato: “sono inopportuni”. Ha poi aggiunto: “in linea generale riteniamo che le spese debbano essere a carico delle autorità svizzere, anche considerate le presunte responsabilità pubbliche finora emerse, e proprio per questo l’invio delle fatture poteva essere evitato”.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’ambasciata italiana a Berna. L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha spiegato: “Le autorità cantonali hanno sempre detto che nulla è dovuto dalle famiglie italiane e quindi le spese di cura dei feriti sono a carico delle autorità locali”, annunciando un incontro previsto per il 24 aprile con il presidente del governo del Vallese Mathias Reynhard per chiarire la situazione.

Indagine sul rogo, aumentano gli indagati

Parallelamente, l’inchiesta sul rogo del Constellation si amplia. La procura del Cantone Vallese ha iscritto nel registro degli indagati altre quattro persone, portando il totale a tredici. Tra questi figurano numerosi esponenti politici e funzionari locali.

Saranno ascoltati Patrick Clivaz, collaboratore del sindaco Nicolas Féraud, oltre a Jean-Claude Savoy e Jérémie Rey, rispettivamente ultimo sindaco ed ex consigliere comunale di Chermignon. Coinvolto anche il funzionario Benjamin Charpiot, vice responsabile della sicurezza.

Le nuove audizioni arrivano dopo contrasti emersi negli interrogatori precedenti. Da un lato il sindaco Nicolas Féraud, che ha sostenuto l’efficienza del sistema di sicurezza; dall’altro alcuni funzionari che hanno descritto una struttura con carenze organizzative e mancanza di personale.

Controlli mancati e responsabilità istituzionali

L’attenzione degli investigatori resta concentrata sui controlli antincendio, risultati assenti negli ultimi sei anni nel locale teatro della tragedia. Nel rogo hanno perso la vita 41 persone, mentre 115 sono rimaste ferite.

Gli accertamenti si estendono anche alle autorizzazioni edilizie rilasciate durante la ristrutturazione del Constellation, quando era in carica la precedente amministrazione di Chermignon. Tra gli indagati figurano anche i proprietari del locale, Jessica Moretti e Jacques Moretti. Quest’ultimo è stato nuovamente convocato dalla procura dopo aver rinviato un precedente interrogatorio per motivi di salute.

Nel frattempo, l’ufficio del Ministero pubblico del Vallese ha respinto la richiesta di nominare procuratori straordinari. In una nota ufficiale si legge: “Il ministero pubblico si è dotato degli strumenti per garantire la gestione efficace del procedimento, nel rispetto dei principi di indipendenza, obiettività e celerità”.