A Rieti un paziente affronta un intervento ma subisce amputazione dopo infezione, avviata richiesta risarcimento e causa civile per presunta malasanità.
Rieti intervento chirurgico: amputazione dopo complicazioni
Un uomo di circa sessant’anni, originario della provincia di Rieti, si è sottoposto a un intervento di chirurgia vascolare presso l’ospedale San Camillo de Lellis, ma il decorso clinico ha portato a conseguenze irreversibili. Il paziente era stato ricoverato per un’angioplastica alla gamba sinistra, ma a distanza di tempo si è reso necessario un ulteriore intervento con l’applicazione di un bypass.
Dopo il ricovero in terapia intensiva, le condizioni di salute dell’uomo hanno subito un peggioramento. La situazione clinica si è complicata a causa di un’infezione che ha richiesto inizialmente l’amputazione del piede e successivamente dell’intero arto fino alla coscia. L’esito ha determinato una condizione di invalidità totale e l’impossibilità di proseguire l’attività lavorativa.
Richiesta risarcimento e ipotesi di malasanità a Rieti
Assistito dall’avvocato Bruno Mattei, il paziente ha presentato un ricorso nei confronti dell’Azienda ospedaliera di Rieti, avanzando una richiesta di risarcimento pari a due milioni di euro. La domanda include danni patrimoniali e non patrimoniali, oltre a quelli biologici ed estetici.
Alla documentazione si affiancano una consulenza medico-legale e una relazione psichiatrica che descrivono le attuali condizioni dell’uomo, il quale necessita di assistenza costante nella vita quotidiana. L’ipotesi avanzata è quella di una gestione clinica non adeguata da parte dell’équipe sanitaria durante le fasi successive agli interventi.
Trasferimento a Roma e attesa del giudizio del tribunale
A seguito delle complicazioni, i familiari hanno disposto il trasferimento del paziente presso una struttura sanitaria di Roma, individuata nel Policlinico Gemelli, dove sono proseguite le cure. Il caso sarà ora valutato in sede civile.
Il Tribunale competente dovrà esprimersi sulla vicenda, con la prima udienza fissata per giugno 2026. Sarà in quella sede che verranno esaminati gli elementi raccolti e le responsabilità eventualmente attribuibili nella gestione del percorso sanitario.