Il 25 aprile divide: Pierluigi Bersani parla di “provocazioni”, mentre Paola De Micheli denuncia attacchi alla Brigata ebraica e rilancia sulla pace.
25 aprile, Bersani: “provocazioni non accettabili”
Le manifestazioni per il 25 aprile continuano a generare tensioni politiche dopo quanto accaduto nei cortei. Il confronto si è acceso anche in televisione, durante la trasmissione 4 di Sera, dove Pierluigi Bersani ha commentato gli episodi verificatisi in piazza.
L’ex segretario del Partito Democratico ha sottolineato la partecipazione elevata, ma ha criticato duramente la presenza di alcuni simboli: «Le piazze erano strapiene e questi episodi disdicevoli e sgradevoli non le hanno rovinate. Io do ragione pienamente al sindaco Sala, perché se in un corteo di 70.000-100.000 persone, non dentro ma in testa al corteo, finiscono le bandiere israeliane, il ritratto dello Scià, i cartelli che inneggiano a Trump mentre sta succedendo quel che sta succedendo, vuol dire che il buonsenso è andato a farsi benedire».
Scontro su brigata ebraica e antisemitismo
Nel corso dell’intervento, Pierluigi Bersani ha definito quanto accaduto come una serie di provocazioni, prendendo posizione anche sulle polemiche legate all’Anpi: «Sono provocazioni non accettabili. E che tutto questo si concluda dando dell’antisemita all’Anpi, questa è una cosa inaccettabile. Fa bene l’Anpi ad andare in tribunale su questo. Attenzione, perché la cosa può prendere delle pieghe veramente sgradevoli e anche un po’ pericolose».
Al centro della discussione restano gli episodi che hanno coinvolto la Brigata ebraica, presente nei cortei e oggetto di contestazioni. Una situazione che ha aperto un fronte politico anche all’interno dello stesso schieramento.
De micheli: “inaccettabile trattamento agli ebrei”
Nel dibattito è intervenuta anche Paola De Micheli, ospite della trasmissione condotta da Paolo Del Debbio, che ha espresso una posizione differente. La deputata ha posto l’attenzione su quanto accaduto durante le manifestazioni: «È inaccettabile che gli ebrei della Brigata ebraica che hanno sfilato siano stati trattati così».
Paola De Micheli ha poi ampliato il discorso sul significato della ricorrenza: «Capisco la preoccupazione legata alla presenza delle bandiere, però io penso che la storia ci racconti che solo la pace è il vero simbolo della liberazione. Qualunque tipo di odio e di astio che abbiamo visto in questa manifestazione non solo ha sporcato, ma ha anche allontanato alcune persone che stanno facendo un percorso culturale di riconoscimento della liberazione. Quella deve essere la festa di tutti».
Infine, un passaggio sull’antisemitismo: «In questo Paese purtroppo l’antisemitismo l’abbiamo combattuto, ma forse non abbastanza, perché c’è ancora e c’è di più per quello che è successo tra Israele e Palestina».
