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Fabio Capello rivela “Voto Meloni” e ricorda Berlusconi, “Un sognatore unico”

L’ex allenatore Fabio Capello racconta la sua evoluzione politica fino al sostegno a Giorgia Meloni e rievoca il rapporto con Silvio Berlusconi.

Capello e la politica: “Voto Meloni” e le radici familiari

L’ex allenatore Fabio Capello ha ripercorso pubblicamente il proprio percorso personale e politico, spiegando come le sue posizioni siano cambiate nel tempo fino ad arrivare all’attuale scelta elettorale.

“Voto Meloni”, ha dichiarato, facendo riferimento alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Una posizione che, secondo quanto raccontato, sarebbe legata anche alla storia familiare e al ricordo delle Foibe, con origini vicine al confine orientale.

Nel corso dell’intervista, Capello ha spiegato di aver attraversato diverse fasi politiche, passando dal Partito Repubblicano fino al sostegno a Silvio Berlusconi e successivamente alla Lega, per arrivare infine all’attuale orientamento.

Il ricordo di Berlusconi: “Un sognatore unico”

Parlando di Silvio Berlusconi, Capello ha espresso parole di forte apprezzamento, ricordandone la visione nel mondo del calcio e dell’imprenditoria.

“Eccezionale, le cose che ha fatto sono state uniche. La tv hanno provato a farla in tanti, ma nessuno è mai riuscito. Ha iniziato e ha ingaggiato Mike Bongiorno. Al primo incontro con la squadra disse: dobbiamo fare la squadra più forte del mondo. Pensavamo fosse un matto… era un sogno e lui quel sogno l’ha realizzato”.

Un racconto che evidenzia il legame tra l’ex allenatore e l’ex presidente del Milan, sottolineandone la capacità di trasformare progetti ambiziosi in risultati concreti.

Gli aneddoti su Cassano e Balotelli

Nel corso dell’intervista al Corriere della Sera, Capello ha ricordato anche episodi legati alla sua carriera da allenatore, soffermandosi su alcuni giocatori.

“A Madrid Antonio Cassano ne ha combinate tante e non le ricordo tutte”, ha raccontato. Un giudizio accompagnato da una riflessione più ampia: “Insieme a Mario Balotelli sono i due esempi di talenti che si sono persi. Un peccato”.

Infine, un aneddoto recente: “Qualche settimana fa ho chiamato Antonio, lui era impegnato con i suoi figli e mi ha detto: la richiamo. Quando il telefono è squillato, mi ha detto: mister, i miei figli mi hanno chiesto, papà a chi dai del lei?”.