Il Fisco ha bloccato crediti Superbonus per 4,1 miliardi nei primi tre mesi 2026, dopo verifiche su spese 2025 e anomalie fiscali.
Superbonus, il Fisco ferma 4,1 miliardi di crediti dopo i controlli sulle spese 2025
Il Fisco ha bloccato nei primi tre mesi del 2026 crediti legati al Superbonus per 4,1 miliardi di euro. Il dato riguarda le spese sostenute nel 2025 e rappresenta il 33% del totale dei crediti maturati nello stesso periodo. La ricostruzione è stata pubblicata dal Sole 24 Ore, che ha aggiornato anche il costo complessivo dell’operazione, indicato a quota 174 miliardi di euro. La misura, nata durante il governo guidato da Giuseppe Conte e sostenuta dal Movimento 5 Stelle, continua così a produrre effetti sui conti pubblici anche nella fase finale dell’agevolazione, quando l’aliquota era stata ridotta al 65%. Secondo quanto riportato, le verifiche si sono concentrate soprattutto sulle ultime comunicazioni relative a cessioni del credito e sconto in fattura, due strumenti sui quali l’amministrazione finanziaria ha intensificato le attività di controllo.
Crediti scartati e analisi del rischio, il piano del Fisco sulle pratiche sospette
L’intervento dell’amministrazione finanziaria si è mosso lungo due direttrici. La prima riguarda i controlli preventivi, che hanno portato allo scarto di 1,8 miliardi di euro di crediti. La seconda riguarda l’analisi del rischio, attraverso la quale sono stati individuati altri 2,3 miliardi di euro considerati potenzialmente irregolari. Dalla somma delle due voci nasce il totale di 4,1 miliardi di euro bloccati. In alcuni casi il livello di rischio è stato ritenuto particolarmente elevato: secondo la ricostruzione pubblicata, 680 milioni di euro sono già stati sequestrati dall’autorità giudiziaria. Il Sole 24 Ore ha scritto: “Numeri che fanno riflettere e fanno capire il lavoro che Mef e amministrazione finanziaria sono stati chiamati a portare avanti, aumentando l’attenzione proprio per intercettare i pericoli legati a chi ha sfruttato gli ultimi scampoli dell’agevolazione (al 2025 era al 65%) per poterla sfruttare pur non avendo alcuni o tutti i requisiti. Un problema che emerge anche dal confronto con gli anni precedenti in cui la quota di crediti scartati è stata circa del 3 per cento”.
FdI contro Giuseppe Conte: «Voragine nei conti pubblici, frodi e speculazioni»
Il caso dei crediti bloccati entra anche nel confronto politico sui costi della misura e sul peso per la finanza pubblica. Secondo quanto riportato dal quotidiano economico, l’attività del Fisco ha impedito che la monetizzazione dei crediti collegati alle spese 2025 rendesse più alto il conto rispetto agli 8,4 miliardi indicati nel Documento di finanza pubblica. Sul piano politico è arrivata la presa di posizione di Fratelli d’Italia, che su X ha scritto: “Il Superbonus si conferma una gigantesca truffa ai danni dello Stato, una misura che ha messo a rischio la stabilità economica della Nazione pur di inseguire un consenso facile. Oggi emergono altri 4,1 miliardi di crediti bloccati dal Fisco per anomalie e possibili illeciti. Numeri impressionanti che si aggiungono a un disastro che è già costato 174 miliardi di euro. Il risultato delle scelte irresponsabili dei governi Conte è sotto gli occhi di tutti: voragine nei conti pubblici, frodi, speculazioni e un conto che peserà per anni sulle spalle dei lavoratori e delle famiglie italiane”.
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