Moderna studia un vaccino mRNA contro l’hantavirus, ma il focolaio sulla MV Hondius non viene considerato paragonabile alla pandemia Covid.
Hantavirus, Moderna conferma la ricerca sul vaccino mRNA già avviata
Moderna è al lavoro su un vaccino a mRNA contro l’hantavirus, ma il progetto non nasce dopo il focolaio registrato sulla nave da crociera MV Hondius. La ricerca era già stata avviata prima dell’emergenza a bordo e, secondo quanto riportato da fonti internazionali, ha avuto una spinta dal 2023 grazie alla collaborazione con la Korea University. L’azienda ha spiegato che le attività restano in fase iniziale e preclinica, quindi lontane da un prodotto pronto per l’uso.
Il caso è tornato al centro dell’attenzione dopo i contagi legati alla MV Hondius, dove è stato identificato il ceppo Andes dell’hantavirus. L’Organizzazione mondiale della sanità ha segnalato casi e decessi collegati alla nave, invitando i Paesi a monitorare i passeggeri esposti durante il periodo di incubazione. L’Ecdc ha indicato 9 casi confermati, 2 probabili e 3 decessi, precisando che il rischio per la popolazione generale dell’Ue e dello Spazio economico europeo resta molto basso.
Il ceppo Andes e il focolaio sulla MV Hondius: perché non è un nuovo Covid
Il ceppo Andes è il punto più delicato della vicenda, perché è l’unico hantavirus noto per potersi trasmettere anche tra esseri umani. La trasmissione, però, richiede in genere contatti stretti e prolungati. Non si tratta quindi di un virus respiratorio con la stessa capacità di diffusione del SARS-CoV-2, né di una situazione paragonabile alla pandemia da Covid. Anche le autorità sanitarie europee e internazionali hanno mantenuto una linea di cautela, senza indicare un rischio pandemico per la popolazione generale.
L’attenzione resta alta perché i sintomi possono comparire anche dopo diverse settimane. Per questo i passeggeri rientrati nei rispettivi Paesi vengono seguiti con sorveglianza sanitaria e isolamento quando previsto. Il messaggio degli esperti è netto: altri casi collegati alla nave sono possibili, ma un conto è il monitoraggio di un focolaio circoscritto, altro è parlare di emergenza globale. La ricerca di Moderna va letta in questo quadro: sviluppo di contromisure contro malattie infettive rare, non risposta immediata a una nuova pandemia.
Vaccino a mRNA, tempi rapidi in laboratorio ma test difficili sul ceppo Andes
La tecnologia a mRNA consente di progettare candidati vaccinali più rapidamente rispetto a molte piattaforme tradizionali. Il principio è lo stesso che ha reso possibile lo sviluppo dei vaccini anti Covid: una sequenza genetica viene utilizzata per istruire le cellule a produrre un antigene, così da preparare il sistema immunitario al contatto con il patogeno. Questo non significa, però, che un vaccino contro l’hantavirus sia automaticamente disponibile in tempi brevi.
Il passaggio più complesso riguarda la sperimentazione. Un vaccino deve dimostrare sicurezza ed efficacia, e farlo contro il ceppo Andes può essere difficile perché i casi umani sono rari e distribuiti in modo irregolare. Per una malattia poco frequente, costruire studi clinici ampi è più complicato rispetto a quanto avvenuto durante il Covid. Per questo l’annuncio di Moderna va considerato una notizia positiva sul piano scientifico, ma non una soluzione già pronta. Il focolaio della MV Hondius ha acceso i riflettori sull’hantavirus; la ricerca, invece, era già in corso e resta ancora nelle fasi iniziali.
