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“Non restituiremo automaticamente nulla”: i Poggi sul risarcimento Stasi, in ballo 700 mila euro

Caso Garlasco, la famiglia di Chiara Poggi difende la condanna definitiva di Alberto Stasi e respinge sospetti e nuove ricostruzioni.

Garlasco, la posizione della famiglia Poggi dopo i nuovi atti

La famiglia di Chiara Poggi prende una posizione netta dopo il deposito degli atti della nuova indagine sul delitto di Garlasco. Per i familiari della giovane uccisa il 13 agosto 2007, il nuovo fascicolo aperto dalla Procura di Pavia su Andrea Sempio non cancella gli elementi che portarono alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Attraverso i legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Campagna, i Poggi hanno chiarito che “gli elementi a suo carico non sono messi in discussione dalle nuove indagini”. La linea della famiglia punta a contrastare una possibile nuova richiesta di revisione da parte della difesa di Stasi, già condannato in via definitiva nel 2015.

Secondo i legali, il nuovo procedimento non scalfisce i punti considerati centrali nei precedenti gradi di giudizio: l’orario della morte di Chiara Poggi, le tracce ematiche e gli accertamenti sulla bicicletta riconducibile all’allora fidanzato della vittima. La famiglia continua quindi a difendere la verità processuale riconosciuta dalla sentenza passata in giudicato.

I sospetti sui Poggi e le accuse respinte dai legali

Negli ultimi mesi il caso Garlasco è tornato al centro dell’attenzione dopo la riapertura delle indagini e il nuovo ruolo attribuito a Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, Marco Poggi. Negli atti depositati, secondo quanto emerso, gli investigatori indicano Sempio come possibile responsabile dell’omicidio e ipotizzano anche condotte ostative da parte della famiglia Poggi.

Un’accusa respinta dai familiari di Chiara. L’avvocato Tizzoni ha ribadito la piena collaborazione dei Poggi con gli inquirenti, contestando il quadro ricostruito nella nuova indagine. Il legale ha parlato di un’inchiesta che, a giudizio della famiglia, punta “sostanzialmente a sconfessare la responsabilità di Stasi, accertata dalla corte d’Appello di Milano, poi in Cassazione e confermata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo”.

La pressione mediatica ha coinvolto anche altri parenti della vittima, comprese le cugine Cappa, citate in diverse ricostruzioni giornalistiche. La famiglia Poggi contesta questo clima e respinge l’idea che le nuove verifiche possano trasformarsi in sospetti generalizzati verso i familiari della ragazza uccisa.

Andrea Sempio, gli esposti precedenti e il nodo del risarcimento

Il nome di Andrea Sempio era già comparso negli anni successivi alla condanna di Alberto Stasi. Dopo l’archiviazione del primo fascicolo nel 2017, la difesa dell’ex fidanzato di Chiara Poggi aveva presentato ulteriori esposti e segnalazioni per sostenere piste alternative. Alcuni approfondimenti avevano riguardato anche presunti collegamenti con fatti avvenuti nella zona di Garlasco, poi archiviati senza sviluppi processuali.

Solo in seguito nuovi atti depositati dalla difesa di Stasi hanno portato all’attuale procedimento nei confronti di Sempio, dopo due richieste di revisione già respinte. La nuova indagine della Procura di Pavia resta quindi al centro di una vicenda giudiziaria che, a quasi vent’anni dall’omicidio, continua ad avere riflessi anche sul piano mediatico e familiare.

Sul fondo resta la questione del risarcimento versato dalla famiglia Stasi ai Poggi, pari a circa 700mila euro attraverso una transazione successiva alla condanna definitiva. Secondo i legali della famiglia di Chiara, un’eventuale revisione del processo non comporterebbe una restituzione automatica della somma. Per riaprire quel capitolo servirebbe un autonomo giudizio civile e la prova di elementi specifici, come dolo o frode. Circostanze che, secondo i legali dei Poggi, “certamente non sussistono”.