“Al netto di accuse e insulti”: la Meloni risponde a Renzi

Question time al Senato, la Meloni replica alle opposizioni su nucleare, salari, Pnrr, giovani, energia, Superbonus e crescita economica.

Question time, la Meloni apre al confronto sul nucleare

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta al Senato, a Roma, per il question time dedicato alle principali priorità strategiche del Paese. Al centro delle interrogazioni sono finiti politica economica, salari, potere d’acquisto, emigrazione giovanile, Mezzogiorno, competitività industriale, politiche abitative, crescita e riduzione del carico fiscale.

Rispondendo a un’interrogazione di Azione sulla possibile istituzione di una cabina di regia, la premier ha indicato il dossier energia come uno dei punti centrali dell’azione di governo. “Approfitto per dire che entro l’estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia”.

La Meloni si è poi rivolta direttamente a Carlo Calenda, aprendo a un confronto con le opposizioni sui dossier ritenuti strategici. “Ci sono molte altre questioni che possono essere oggetto di un possibile confronto”, ha detto la presidente del Consiglio, aggiungendo che “le porte del governo e le mie personali per chi ha voglia di confrontarsi nel merito saranno sempre aperte”. Subito dopo, però, è arrivata la puntualizzazione politica: “In un momento che facile non è, credo che dovrebbe esserci meno spazio per la polemica”.

Salari e Pnrr, la replica della Meloni a Renzi

Il confronto più acceso è arrivato con Matteo Renzi, che ha attaccato il governo sul rapporto con gli alleati internazionali, sulla capacità della maggioranza di accettare le critiche e sull’attuazione del Pnrr. Il leader di Italia Viva ha detto: “Sedotta e abbandonata da Trump, con un governo non all’altezza delle sfide, una maggioranza incapace di accettare le critiche dell’opposizione, e che ha perso un referendum: lei è un’altra persona. Un ginecologo alla Corte dei conti, un ministro che si fa dare dell’assenteista da Salvini? Se sembrate la famiglia Addams invece di un governo non è colpa mia”.

La risposta della presidente del Consiglio è stata diretta. “Si invoca di continuo la presenza del presidente del Consiglio in Aula e, al netto di accuse e insulti, c’è sempre oggettivamente poco di cui parlare”. Poi la premier ha rivendicato i dati sul Pnrr: “Ad oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane. Al 31 marzo 2026 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76 per cento del totale a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro”.

La Meloni ha difeso anche la linea del governo sui salari. “Il tema è molto serio, raccontato con molti slogan e fake news. ‘I salari hanno perso sette punti dal 2021’: chi lo sostiene è lo stesso che governava tra il 2021 e il 2022 quando i salari hanno perso 8 punti e mezzo. Noi siamo partiti da qui ci abbiamo lavorato e i salari hanno ripreso a crescere”. Secondo la premier, il taglio del costo del lavoro e i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego hanno contribuito ad aumentare il netto in busta paga, soprattutto per i redditi medio-bassi.

Giovani, energia e Superbonus nello scontro con le opposizioni

Nel corso del question time, Peppe De Cristofaro di Avs ha posto il tema dell’emigrazione giovanile, sostenendo che l’Italia continui a non offrire opportunità adeguate ai neo laureati. La Meloni ha riconosciuto la natura strutturale del problema, ma ha respinto l’accusa di assenza di strategia: “Abbiamo fatto un lavoro in materia di ricerca, con 1,2 miliardi di euro per rafforzare il collegamento tra università e mondo del lavoro, e un lavoro complessivo sullo stato economico della nazione”.

La premier ha poi richiamato i dati sull’occupazione, sostenendo che sotto il suo governo i precari siano diminuiti di 550mila unità e gli occupati stabili siano aumentati di 1,3 milioni. Ha inoltre collegato il tema della fuga dei giovani agli investimenti, alla competitività e allo sviluppo del Mezzogiorno, indicato come il territorio più colpito dal fenomeno.

Sui temi economici ed energetici è intervenuto anche Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle, contestando la lettura del governo su occupazione, spread, Borsa e politiche industriali. La Meloni ha risposto difendendo la strategia energetica dell’esecutivo e tornando sul Superbonus: “Quando finiremo di pagarlo? Nel 2027, quando sarà finito il nostro mandato”. Poi ha aggiunto: “Quello che posso dire è che non faremo lo stesso, non perché facciamo politica di austerità, ma di serietà”. Il question time si è chiuso così con una serie di scontri su dossier diversi, ma legati dallo stesso tema politico: la rivendicazione del governo sui risultati economici e la contestazione delle opposizioni sulla loro efficacia.

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