Scontro nel Pd, Delrio avvisa: “Servono segnali più forti dalla Schlein”

A Roma Graziano Delrio esclude un nuovo partito cattolico. La Taverna replica: “Non guardiamo alle operazioni politiche”.

Delrio: “Non rifaremo la Dc”, l’iniziativa a Roma

Graziano Delrio respinge l’ipotesi che l’iniziativa promossa a Roma rappresenti l’avvio di un nuovo partito cattolico. L’ex ministro, intervenuto all’Antonianum, ha chiarito la linea davanti a una platea del centrosinistra, con Romano Prodi tra i protagonisti della giornata.

La dichiarazione è netta: “No, non vogliamo rifare la Dc, sarebbe una scelta superata dalla storia”. Delrio ha poi aggiunto: “Non vedo la necessità di un nuovo partito cattolico, è un’idea superata dalla storia. Noi abbiamo una cultura comune e abbiamo scelto di fare un primo passo insieme perché vogliamo si parli di contenuti, non di contenitori”.

Il senatore del Pd ha spiegato che l’obiettivo non è costruire una sigla alternativa, ma aprire uno spazio politico e culturale fuori dalle dinamiche tradizionali dei partiti. “C’è una crisi strutturale dei partiti, c’è bisogno di dare altri luoghi e forme alla partecipazione dei cittadini. Spazi liberi, non condizionati”, ha affermato.

“Non è una via di fuga dal Pd”, il messaggio alla Schlein

Nel suo intervento, Delrio ha escluso che l’iniziativa sia nata come reazione al disagio dei cattolici democratici dentro il Partito Democratico. “Nel nostro caso non si tratta di trovare una via di fuga al disagio dei cattolici dentro il Pd, ma di produrre politica attraverso la cultura. Al di fuori dei partiti”, ha detto.

Il riferimento alla segreteria della Elly Schlein è arrivato subito dopo. Delrio ha ricordato che “la segretaria ha sempre detto che la cultura cattolico-democratica è fondativa”, aggiungendo però: “Vorrei che ci fossero segnali di attenzione più forti”.

L’ex ministro ha rivendicato una collocazione chiara nel centrosinistra: “Noi siamo dichiaratamente di centrosinistra, non abbiamo ambiguità, io faccio opposizione al governo Meloni da anni”. Poi ha indicato il metodo: meno discussione su alleanze e leadership, più lavoro sui temi. “Per il centrosinistra questo è il momento di discutere non di confini e contenitori ma di contenuti su cui mobilitare la società civile”, ha spiegato.

Tra i dossier citati, Delrio ha richiamato la crisi energetica. Secondo il senatore, il governo rilancia il nucleare mentre restano fermi “300 Gigawatt di energia rinnovabile in attesa di autorizzazione, bloccati dalla burocrazia”. La sua proposta è accelerare sulle rinnovabili per ridurre dipendenza energetica e bollette.

La Taverna boccia l’operazione: “Non è la priorità”

Dal Movimento 5 Stelle arriva una risposta fredda. La vicepresidente Paola Taverna, a margine dell’evento “Nova. Parola all’Italia”, ha frenato sull’idea di una nuova area moderata dentro il centrosinistra in vista delle prossime elezioni.

Alla domanda sull’operazione centrista promossa da Delrio, la Taverna ha risposto: “Per ora non stiamo guardando alle operazioni, abbiamo deciso di fare un percorso che partisse dal basso e mettesse al centro di qualunque discorso politico delle tematiche che possono unire più forze politiche”.

La dirigente del M5S ha quindi spostato il punto dal perimetro delle alleanze ai contenuti programmatici. “Quella di guardare ciò che fanno le forze politiche non è la priorità. La priorità è quella di verificare quali sono gli argomenti che gli italiani vogliono che vengano portati all’interno dell’agenda del governo”, ha detto.

Il quadro che emerge è quello di un centrosinistra ancora alla ricerca di un equilibrio tra culture politiche diverse. Delrio chiede più attenzione per l’area cattolico-democratica e insiste sui temi. La Taverna evita di seguire il terreno delle formule politiche e richiama il metodo del M5S: partire dalle questioni concrete prima di discutere assetti e collocazioni.

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