Professoressa morta dopo l’accesso al pronto soccorso: a Torino autopsia e medico indagato
La morte di Paola Valpreda a Torino è al centro di un’inchiesta: autopsia disposta e medico del pronto soccorso indagato.
Paola Valpreda, l’inchiesta sulla morte dopo il pronto soccorso
Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte della professoressa Paola Valpreda, 59 anni, insegnante di Italiano al liceo scientifico Gobetti di Torino, trovata senza vita nel suo appartamento dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria.
La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per ricostruire quanto avvenuto nelle ultime ore della docente e valutare eventuali responsabilità. Nel registro degli indagati è stato iscritto il medico che era in servizio al momento dell’accesso in ospedale e che ha firmato le dimissioni della paziente.
L’ipotesi contestata è omicidio colposo. Allo stato, l’iscrizione viene considerata anche un passaggio necessario per consentire al sanitario di nominare un consulente di parte in vista dell’esame autoptico, accertamento tecnico non ripetibile.
Il malore in casa e l’arrivo al Maria Vittoria
Secondo la ricostruzione finora emersa, la Valpreda aveva accusato un malore nella propria abitazione. La donna avrebbe riferito nausea e forti dolori addominali, chiedendo l’intervento del 118. L’ambulanza l’ha quindi trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria di Torino per gli accertamenti.
Dopo la visita e gli esami clinici effettuati in ospedale, non sarebbero state rilevate condizioni tali da disporre il ricovero. La professoressa è stata quindi dimessa ed è rientrata nella casa dove viveva da sola.
Il fratello della docente ha raccontato: “Lì è stata visitata ed è rimasta un paio d’ore, prima di essere dimessa dopo che le era stato somministrato del Plasil. Io, però, non sono più riuscito a sentirla”.
Il ritrovamento nell’appartamento di via Cibrario
Il corpo della Valpreda è stato trovato giovedì 14 maggio nell’abitazione in cui viveva. Da una prima valutazione esterna del medico legale, il decesso risalirebbe ad almeno due giorni prima, quindi a poche ore dal rientro a casa dopo il passaggio in pronto soccorso.
A dare l’allarme è stato un collega, preoccupato perché la docente non rispondeva più al telefono e non dava notizie di sé. Anche altri colleghi, abituati a sentirla con regolarità, non erano riusciti a mettersi in contatto con lei.
Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, insieme ai vigili del fuoco, è stato necessario forzare l’ingresso dell’appartamento. All’interno è stato rinvenuto il corpo senza vita dell’insegnante. Il telefono sarebbe stato trovato aperto su WhatsApp, circostanza ora acquisita nell’ambito degli accertamenti.
Autopsia decisiva per stabilire le cause del decesso
L’esame autoptico dovrà stabilire la causa della morte e verificare se vi sia un collegamento temporale e clinico con il malore accusato dalla Valpreda e con le successive dimissioni dall’ospedale.
Gli inquirenti dovranno ricostruire la documentazione sanitaria, gli esami svolti, i parametri rilevati in pronto soccorso e le valutazioni che hanno portato alla decisione di rimandare la paziente a casa.
La professoressa Paola Valpreda insegnava Italiano al liceo scientifico Gobetti di Torino. La sua morte ha coinvolto studenti, colleghi e familiari, mentre l’indagine prosegue per definire con precisione tempi, circostanze e responsabilità.