I sondaggi politici dopo le amministrative indicano un testa a testa tra coalizioni, mentre Roberto Vannacci cresce con Futuro Nazionale al 4%.
La nuova Supermedia elaborata da YouTrend fotografa un quadro politico senza scosse immediate, ma con un elemento che pesa sulle prospettive delle prossime elezioni politiche. Il centrodestra e il campo largo restano quasi appaiati, entrambi poco sotto il 45%, mentre Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, raggiunge il 4% e diventa uno dei dati più rilevanti della rilevazione.
Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio non sembrano avere modificato in modo netto i rapporti tra gli schieramenti nazionali. Il centrodestra, che ha ottenuto risultati importanti in città come Venezia e Reggio Calabria, si attesta complessivamente al 44,8%. Il campo largo arriva invece al 44,9%, con un vantaggio minimo, pari allo 0,1%, che conferma l’equilibrio tra i due blocchi.
Il dato politico più significativo riguarda però Roberto Vannacci. Futuro Nazionale cresce dello 0,4% e arriva al 4%. Secondo la lettura della Supermedia, la nuova formazione potrebbe avere intercettato parte dei consensi persi dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle, entrambi in calo dello 0,3%.
Nel centrodestra, Fratelli d’Italia rimane saldamente il primo partito del Paese. La formazione guidata dalla Meloni si conferma al 28,4%, senza variazioni rispetto alla precedente rilevazione. Il voto amministrativo non sembra quindi avere inciso sul consenso nazionale del partito della presidente del Consiglio.
Stabile anche Forza Italia, che resta all’8,2%. Il partito di Antonio Tajani mantiene la propria posizione all’interno della coalizione, mentre la Lega scende al 7%, perdendo tre decimi. Un lieve incremento viene registrato da Noi Moderati, che passa dall’1,2% all’1,3%.
Nel complesso, la maggioranza si ferma al 44,8%. Il dato resta competitivo, ma conferma anche il peso crescente delle formazioni esterne o laterali rispetto al perimetro tradizionale del centrodestra. In questo senso, il 4% di Futuro Nazionale diventa un numero politicamente rilevante, soprattutto se proiettato in uno scenario di alleanza.
Nel campo progressista, il Partito democratico della Schlein cresce dello 0,2% e raggiunge il 22,2%. Il Pd resta così il secondo partito italiano, distante poco più di sei punti da Fratelli d’Italia. La crescita dem, tuttavia, non basta da sola a modificare in modo netto il quadro nazionale.
Il Movimento 5 Stelle arretra dal 12,6% al 12,3% e registra il calo più evidente nell’area progressista. Alleanza Verdi Sinistra guadagna invece un decimale e arriva al 6,5%, mentre +Europa scende all’1,4%. Restano stabili Azione al 3% e Italia Viva al 2,5%.
Lo scenario delle alleanze resta il punto decisivo. Considerando le coalizioni del 2022, il centrodestra è al 44,8%, il centrosinistra di allora al 30,1% e il terzo polo al 5,6%. Nel quadro attuale, invece, il campo largo arriva al 44,9% e supera di un soffio la maggioranza.
Il peso dei possibili accordi diventa quindi centrale. Un’intesa tra centrodestra e Futuro Nazionale porterebbe l’area al 48,8%. Un accordo tra campo largo e Azione spingerebbe invece i progressisti al 47,9%. Numeri che, nella fotografia attuale dei sondaggi, rendono Roberto Vannacci e Carlo Calenda due figure decisive nella costruzione dei futuri equilibri politici.
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