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Rita Benini muore dopo la scelta di non curarsi con la chemio: la stessa convinzione che segnò la morte della figlia Eleonora a 17 anni

Rita Benini, madre di Eleonora Bottaro, è morta a 60 anni dopo aver rifiutato la chemioterapia indicata dai medici.

Rita Benini e il rifiuto della chemio dopo la malattia

La morte di Rita Benini riporta al centro una vicenda familiare segnata da lutti, processi e scelte sanitarie finite per anni sotto i riflettori giudiziari. La donna, madre di Eleonora Bottaro, è morta a 60 anni dopo una malattia oncologica e dopo aver rifiutato il percorso di chemioterapia che le era stato indicato in seguito a un intervento alla lingua. Una decisione che richiama inevitabilmente la storia della figlia, deceduta a 17 anni per una leucemia linfoblastica acuta dopo che i genitori si erano opposti a chemio e radioterapia.
Secondo quanto ricostruito, Rita Benini si era sottoposta a un intervento chirurgico, ma davanti alla prospettiva di ulteriori terapie oncologiche avrebbe scelto di non andare avanti. Al marito Lino Bottaro, oggi settantenne, avrebbe detto: “Se questo è ciò che vuole il destino, così sia”. Una frase che racconta la volontà della donna di restare fedele fino alla fine alle convinzioni maturate negli anni insieme al marito.
La vicenda si è consumata nella casa di Bagnoli di Sopra, dove Lino Bottaro è rimasto senza moglie e senza figlia, dopo avere già perso anche un altro figlio, Luca, morto a 22 anni per un aneurisma mentre si trovava sulle piste da sci a Folgaria. Una sequenza di tragedie che ha attraversato la famiglia e che torna oggi a intrecciarsi con il tema delicatissimo del rifiuto delle cure mediche.

Il caso Eleonora Bottaro e la condanna definitiva dei genitori

La storia di Eleonora Bottaro aveva avuto un forte rilievo giudiziario. La ragazza era minorenne quando si ammalò di leucemia linfoblastica acuta. I genitori, Rita Benini e Lino Bottaro, si opposero alla chemioterapia e alla radioterapia, convinti della validità del percorso legato al metodo Hamer. Secondo i sanitari, la giovane avrebbe avuto una possibilità di guarigione stimata intorno all’80 per cento se fosse stata sottoposta alle terapie indicate.
Per quella morte, i due coniugi furono condannati in via definitiva dalla Cassazione nel 2023 a due anni di reclusione per omicidio colposo. La responsabilità del decesso, secondo la ricostruzione giudiziaria, venne collegata al rifiuto dei trattamenti medici che avrebbero potuto offrire alla ragazza una concreta possibilità di cura.
Nel racconto degli ultimi mesi della moglie, Lino Bottaro ha descritto il dolore fisico vissuto da Rita Benini. “Si mordeva la lingua di notte, per il dolore che le avevano inflitto”, ha detto. Poi ha aggiunto: “La lingua si era ingrossata a tal punto che è stato necessario un intervento chirurgico. Siamo andati all’ospedale all’Angelo di Mestre, poi siamo tornati a casa”.
Dopo l’intervento, secondo quanto riferito dal marito, i medici avrebbero indicato la necessità di procedere con ulteriori terapie. “Si era creato una crescita squamosa sulla bocca e i medici hanno detto che bisognava curarla con terapie di chemioterapia e radio”, ha spiegato Bottaro. Davanti a quella prospettiva, la moglie avrebbe scelto di non sottoporsi al trattamento: “A quel punto mia moglie mi ha detto che se quello era il destino, doveva fare il suo corso”.

Il metodo Hamer e il dolore della famiglia Bottaro

Il metodo Hamer, seguito dai coniugi Bottaro, si basa sull’idea che il cancro sia collegato a un conflitto psichico e che possa essere affrontato attraverso percorsi alternativi come vitamina C, psicoterapia o agopuntura. Si tratta però di una teoria priva di riconoscimento scientifico e non supportata da sperimentazioni terapeutiche validate.
Quando Eleonora Bottaro si ammalò, i genitori ricondussero la malattia anche al trauma vissuto dopo la morte del fratello Luca. Una convinzione rimasta centrale nella loro lettura della vicenda, nonostante il procedimento penale e la condanna definitiva. Anche dopo la morte della moglie, Lino Bottaro ha continuato a difendere il proprio punto di vista.
“Sono convinto ci sia la vita oltre la vita”, ha affermato. Poi ha aggiunto: “C’è una spiritualità che va oltre, che in questo mondo non è compresa. Ci hanno considerato dei dissidenti, ma noi non ci siamo mai opposti alle cure, siamo caduti in un ingranaggio che ci ha stritolati, dai medici ai giudici, fino alla Corte di Cassazione”.
La morte di Rita Benini chiude un nuovo passaggio di una storia familiare già profondamente segnata. Prima la perdita di Luca, poi la morte di Eleonora Bottaro, infine l’addio alla madre della ragazza. Restano il dolore di Lino Bottaro, il peso delle condanne e il nodo irrisolto di scelte sanitarie che hanno diviso giustizia, medicina e convinzioni personali.