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Zverev deride gli atleti prima della finale con Cobolli, Collarini esplode, “Che idiota”

Alexander Zverev scatena la polemica al Roland Garros dopo una frase sugli atleti, Collarini si schiera con Flavio Cobolli.

Zverev nella bufera al Roland Garros

Alexander Zverev arriva alla finale del Roland Garros contro Flavio Cobolli con una polemica pesante alle spalle. Dopo la vittoria in semifinale contro Jakub Mensik, il tennista tedesco è stato intervistato sul campo centrale Philippe-Chatrier e ha pronunciato una frase che ha irritato diversi protagonisti del tennis. Il commento, nato in un momento euforico e accompagnato da una risata, è stato interpretato da molti come una generalizzazione offensiva sull’intelligenza degli sportivi. A prendere posizione contro di lui è stato anche l’argentino Andrea Collarini, che ha annunciato il proprio sostegno a Cobolli in vista della finale.

La frase sugli atleti che fa esplodere la polemica

La domanda rivolta a Zverev riguardava i pensieri che accompagnano un tennista prima di entrare in campo. La risposta, però, ha avuto un effetto molto diverso da quello probabilmente immaginato dal giocatore. “Siamo atleti. Di solito non abbiamo troppe cose per la testa. A volte è più facile essere stupidi per giocare bene a tennis”, ha detto il tedesco.

Il tono scherzoso non è bastato a spegnere le critiche. La frase è stata letta come una mancanza di rispetto verso l’intera categoria, soprattutto perché pronunciata su uno dei palcoscenici più importanti del tennis mondiale e alla vigilia di una finale di grande attenzione. Il contesto del Roland Garros, già segnato da semifinali movimentate e dal ritiro di Matteo Arnaldi per un virus prima del derby italiano con Cobolli, ha reso ancora più forte l’eco dell’episodio.

Collarini attacca Zverev e sostiene Cobolli

Tra le reazioni più dure c’è stata quella di Andrea Collarini, che non ha nascosto il proprio fastidio per le parole di Zverev. Il tennista argentino ha scritto su Instagram: “Non è la prima volta che Zverev dice certe cose. Giocare in finale al Roland Garros non ti dà il potere di parlare a nome di tutti. Che idiota. Forza Flavio”.

Una presa di posizione netta, che ha trasformato la finale tra Zverev e Cobolli in una sfida ancora più carica sul piano emotivo. Diversi tennisti hanno mostrato irritazione per l’uscita del tedesco, considerata fuori luogo e poco rispettosa. Cobolli, dal canto suo, si prepara all’appuntamento più importante del torneo in un clima reso più teso dalle parole del futuro avversario. La vicenda conferma quanto, in uno sport esposto come il tennis, anche una battuta pronunciata dopo una vittoria possa diventare rapidamente un caso capace di accompagnare l’attesa di una finale.