Sondaggi 2026, Meloni tiene, Pd al minimo storico, cresce il M5s, boom Vannacci, giù FI e Lega
Sondaggi politici: il Pd cala, il Movimento 5 Stelle risale e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci arriva al 4,4%.
Il campo largo supera il centrodestra di mezzo punto, mentre il Partito democratico scende al dato più basso dalle ultime Europee e Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, continua a crescere. È il quadro che emerge dall’ultima Supermedia Agi/Youtrend, costruita sui sondaggi realizzati tra il 28 maggio e il 10 giugno. Il dato politico più rilevante riguarda gli equilibri tra coalizioni: il centrosinistra allargato viene indicato al 44,7%, mentre la coalizione di governo si ferma al 44,2%.
Il margine è ridotto, ma sufficiente a fotografare una fase di pressione per il centrodestra, che perde consensi soprattutto per la flessione della Lega. Una parte dell’elettorato sembra guardare con crescente interesse a Futuro Nazionale, ormai al 4,4%, un dato che rende il movimento di Vannacci una variabile sempre più pesante negli equilibri futuri.
Sondaggi politici, il Pd cala e Futuro Nazionale cresce
Il primo partito resta Fratelli d’Italia, che guida ancora la classifica con il 28,3%. Il partito di Giorgia Meloni registra un calo minimo, pari allo 0,1%, ma mantiene quasi sette punti di vantaggio sul Partito democratico. Per Elly Schlein, invece, arriva il dato più difficile: il Pd perde lo 0,8% e si ferma al 21,4%, segnando il livello più basso dalle Europee.
Il calo dei democratici non basta però a far arretrare l’intero fronte progressista. A compensare la perdita del Pd è soprattutto il Movimento 5 Stelle, che recupera lo 0,6% e arriva al 12,9%. Il partito guidato da Giuseppe Conte torna così vicino alla soglia del 13%, dopo la flessione registrata nella precedente rilevazione.
Nel centrodestra, il secondo partito resta Forza Italia, indicata all’8%, in lieve calo dello 0,2%. Più pesante, sul piano politico, è la nuova discesa della Lega di Matteo Salvini, che perde un altro 0,3% e si attesta al 6,7%. Il Carroccio mantiene ancora un piccolo vantaggio su Alleanza Verdi Sinistra, stabile al 6,5%, ma la distanza si riduce.
Il peso di Vannacci sugli equilibri del centrodestra
La crescita di Futuro Nazionale è uno degli elementi più significativi della rilevazione. Il partito di Roberto Vannacci guadagna lo 0,4% e raggiunge il 4,4%, avvicinandosi ulteriormente alla Lega. Il dato non riguarda soltanto il peso del nuovo movimento, ma anche il suo possibile effetto sulla coalizione di governo.
Se Futuro Nazionale restasse fuori dal perimetro del centrodestra, potrebbe sottrarre voti decisivi alla coalizione guidata da Giorgia Meloni. In uno scenario in cui il distacco con il campo largo è di appena 0,5 punti, anche una forza esterna di pochi punti può incidere sul risultato complessivo.
Alle spalle di Futuro Nazionale si colloca Azione, che scende al 2,9% dopo un arretramento dello 0,1%. Anche Italia Viva perde lo 0,1% e arriva al 2,4%. Stabile invece +Europa, ferma all’1,4%, mentre Noi Moderati chiude la lista con l’1,2%, in calo dello 0,1%.
Il quadro mostra una frammentazione crescente nelle aree centrali e laterali degli schieramenti. Da un lato il Movimento 5 Stelle rafforza il peso del campo largo, dall’altro Vannacci intercetta consensi in un’area che può creare difficoltà al centrodestra, soprattutto se il suo progetto politico dovesse restare autonomo.
Campo largo avanti, centrodestra sotto di mezzo punto
Nel confronto tra coalizioni, il campo largo arretra dello 0,2%, ma resta davanti con il 44,7%. Il dato comprende Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e le altre forze dell’area progressista e centrista compatibili con lo schema delle opposizioni.
La coalizione di centrodestra, invece, perde lo 0,6% e si ferma al 44,2%. Il calo della Lega pesa sul dato complessivo, mentre Fratelli d’Italia conserva la leadership ma non riesce da sola a compensare le difficoltà degli alleati. Il vantaggio del campo largo resta minimo, ma fotografa una fase in cui gli equilibri sono più contendibili.
Se si guarda alle coalizioni del 2022, il centrosinistra tradizionale si fermerebbe al 29,4%, in calo dello 0,7%. Il Movimento 5 Stelle varrebbe il 12,9%, mentre l’ex Terzo polo arriverebbe complessivamente al 5,3%, perdendo lo 0,3%.
Restano fuori dagli schemi attuali Futuro Nazionale, al 4,4%, e Azione, al 2,9%. Sono proprio queste collocazioni a rendere più incerto il quadro. La partita politica, oggi, non si gioca solo sulla forza dei partiti maggiori, ma anche sulla capacità delle coalizioni di trattenere o attrarre voti che possono diventare decisivi.