Conte chiude la porta a Renzi, “Non dobbiamo creare un’accozzaglia”, la replica “Se ne assumerà la responsabilità”

Il campo largo prova a costruire il programma, ma lo scontro Conte-Renzi mette subito in crisi il centrosinistra.

Il campo largo prova ad accelerare verso un programma comune, ma la prima foto politica del nuovo percorso apre subito una frattura. Il 16 giugno 2026, in un ristorante vicino alla Camera, si sono incontrati Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per lanciare due appuntamenti pubblici fissati l’8 luglio e il 15 luglio. L’obiettivo dichiarato è avviare il lavoro sul programma del centrosinistra, ma l’assenza di Matteo Renzi e la successiva chiusura di Conte hanno trasformato il vertice in un nuovo caso politico.

Campo largo, il programma parte senza Renzi

La foto del pranzo tra i leader di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra è stata presentata come l’avvio di un percorso aperto. Nicola Fratoianni ha pubblicato il messaggio: “Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!”.

I due appuntamenti dovrebbero essere dedicati al programma e svolgersi in piazza, con l’ipotesi di un evento al Nord e uno al Sud. La scelta punta a dare l’immagine di un cantiere politico non chiuso nei palazzi, ma costruito davanti agli elettori. Il problema, però, è emerso subito: nella foto non c’erano né Matteo Renzi, né Riccardo Magi, né Enzo Maraio.

Dalle parti di Italia Viva è stata esclusa l’ipotesi di una rottura definitiva. La linea fatta filtrare è che non ci sia alcuna esclusione formale e che possano seguire altri incontri con l’area centrista, compresi Renzi, +Europa e Psi. Ma le parole pronunciate in serata da Giuseppe Conte hanno irrigidito lo scenario.

Conte gela Italia Viva: “Non dobbiamo creare un’accozzaglia”

Intervistato da Andrea Scanzi su YouTube, Conte ha risposto in modo netto alla domanda sulla presenza di Renzi nel campo progressista. Alla domanda “Renzi sarà nel campo progressista?”, il presidente del Movimento 5 Stelle ha replicato: “No”.

Poi ha aggiunto: “L’obiettivo è cambiare l’Italia. Sicuramente c’è un problema di affidabilità dei compagni di viaggio. Non dobbiamo creare un’accozzaglia, perché altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole. La foto di oggi ci dice che in questo momento il progetto è in mano a forze che si sono predisposte a lavorare insieme. Tutto quello che verrà non lo do per scontato…”.

La risposta ha riportato al centro il nodo più delicato: la compatibilità tra l’area del Movimento 5 Stelle e quella riformista guidata da Renzi. Il tentativo di costruire un’alternativa al governo di Giorgia Meloni si scontra così con una domanda ancora senza risposta: il centrosinistra può vincere senza una componente centrista, oppure rischia di fermarsi a una coalizione troppo sbilanciata a sinistra?

Renzi replica a Conte e avverte Schlein

La risposta di Matteo Renzi è arrivata con toni duri. Il leader di Italia Viva ha spiegato la sua assenza dalla foto senza nascondere la distanza politica: “Non siamo nella foto di Schlein, Bonelli, Conte e Fratoianni perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante, ma insufficiente a vincere e a governare. Senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai”.

Poi ha confermato di voler provare “fino alla fine a costruire un’alleanza programmatica”, ma ha anche lanciato un messaggio diretto a chi, nel campo progressista, punta a tenerlo fuori: “Se qualcuno vorrà rompere, si assumerà la responsabilità di spiegarlo agli elettori: nel frattempo ci troverete in campagna elettorale a spiegare perché un’alternativa a Meloni-Salvini-Vannacci è possibile. E anche necessaria”.

Nel confronto è entrato anche Carlo Calenda, che davanti alla foto dei quattro leader ha commentato su X: “Ma Renzi era sotto il tavolo?”. Un messaggio breve, ma sufficiente a confermare quanto la partita del centro sia diventata il punto più fragile del progetto progressista.

La tensione non riguarda solo i rapporti personali tra Conte e Renzi. Dentro il centrosinistra si stanno muovendo più aree centriste: da una parte Italia Viva, che lavora all’asse con +Europa e Psi; dall’altra il progetto civico di Alessandro Onorato, considerato più vicino al mondo di Conte anche attraverso il ruolo politico di Goffredo Bettini.

A complicare ulteriormente il quadro c’è il tema del consenso. L’area formata da Pd, M5S e Avs può rappresentare il nucleo più compatto dell’opposizione, ma la sfida per governare passa dalla capacità di tenere insieme elettorati diversi. È proprio su questo punto che la polemica con Renzi rischia di pesare: il percorso verso il programma è appena iniziato, ma il campo largo mostra già la sua principale difficoltà.

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