Va in ospedale per febbre e dolori, poi la scoperta: ha tre reni

Terzo rene scoperto per caso in India: un uomo di 41 anni era arrivato in ospedale con febbre, dolori e bruciore.

Era entrato in ospedale pensando a una normale infezione, ma dagli esami è emersa una condizione rarissima: un uomo di 41 anni, nello Stato indiano del Maharashtra, ha scoperto di avere tre reni. Il paziente si era presentato al pronto soccorso con febbre alta da alcuni giorni, dolore nella parte bassa della schiena e bruciore durante la minzione. Sintomi compatibili con un’infezione delle vie urinarie, ma la TC dell’addome ha mostrato un quadro inatteso: oltre ai due reni, l’uomo aveva un rene soprannumerario fuso al rene destro, con una particolare conformazione a ferro di cavallo.

Terzo rene scoperto in ospedale: il caso dell’uomo in India

La scoperta è stata descritta dai medici del Jawaharlal Nehru Medical College di Wardha, in India, in un report pubblicato sulla rivista scientifica Cureus. L’uomo non era arrivato in ospedale per controlli programmati o per sospetti legati a una malformazione congenita. Al contrario, si era rivolto ai sanitari per sintomi acuti: febbre, mal di schiena nella zona lombare e bruciore urinario.

Gli accertamenti avevano inizialmente confermato la presenza di un’infezione urinaria. I medici hanno individuato il batterio Klebsiella pneumoniae, responsabile del quadro infettivo, insieme a calcoli renali e segni di infiammazione. Ma l’esame radiologico ha rivelato anche un’anomalia molto rara dell’apparato urinario: un rene in più, non separato dagli altri, ma fuso con quello destro.

Nel referto, i sanitari hanno spiegato: “Dopo aver considerato tutti gli esami, al paziente è stato diagnosticato un rene soprannumerario con malformazione a ferro di cavallo, calcoli renali bilaterali, pielonefrite e danno renale acuto”. È stata quindi avviata una terapia mirata per trattare l’infezione e stabilizzare il paziente. “È stata quindi avviata una terapia antibiotica, oltre a una terapia di supporto e un’adeguata idratazione”, hanno riportato i medici.

Cos’è il rene soprannumerario e perché è così raro

Il cosiddetto terzo rene viene definito in medicina rene soprannumerario. Si tratta di una malformazione congenita estremamente rara, dovuta a un’anomalia nello sviluppo embrionale delle strutture da cui si forma l’apparato urinario. In pratica, durante la crescita del feto può verificarsi una divisione anomala che porta alla formazione di un rene aggiuntivo.

Non sempre un rene soprannumerario provoca sintomi. In molti casi può restare nascosto per anni e venire scoperto casualmente durante esami eseguiti per altri motivi. La particolarità del caso dell’uomo del Maharashtra è però nella conformazione: il rene in più era fuso al destro e formava una struttura simile a un ferro di cavallo.

I medici del Jawaharlal Nehru Medical College hanno sottolineato la rarità della condizione: “la presenza di un rene extra è un’anomalia congenita, con meno di cento casi segnalati a livello globale”. Ancora più insolita è la combinazione tra rene soprannumerario e malformazione a ferro di cavallo, descritta come “riportato molto raramente, con un’incidenza sconosciuta”. Secondo quanto indicato nel report, nella letteratura medica sarebbero stati documentati solo altri cinque casi simili.

La presenza del rene aggiuntivo, da sola, non era la causa diretta dei sintomi dell’uomo. Tuttavia, una conformazione anatomica così anomala può favorire complicazioni, tra cui infezioni, ristagno di urina e formazione di calcoli.

Infezione, calcoli e stent: come è stato trattato il paziente

Nel caso del 41enne, i disturbi erano legati soprattutto alle complicazioni presenti al momento del ricovero. L’infezione urinaria era associata a calcoli renali bilaterali e a un’infiammazione dei reni, con interessamento anche dell’uretere, il canale che collega il rene alla vescica. Una situazione che richiedeva un intervento medico tempestivo per evitare un peggioramento del quadro clinico.

Dopo l’avvio della terapia antibiotica, i sanitari hanno scelto di inserire uno stent ureterale, utile a favorire il drenaggio dell’urina e ridurre il rischio di ulteriori complicazioni. La rimozione dei calcoli è stata invece rinviata a un momento successivo, una volta superata la fase infettiva.

Le condizioni del paziente sono migliorate nel giro di pochi giorni. L’uomo è stato dimesso con l’indicazione di tornare a controllo dopo un mese, per la rimozione dello stent e per programmare la gestione definitiva dei calcoli renali. Il caso resta rilevante dal punto di vista clinico perché mostra come un accesso in ospedale per sintomi apparentemente comuni possa portare alla diagnosi di una malformazione congenita rarissima.

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