Roberto Vannacci e Giuseppe Cruciani indossano a Vicenza la t-shirt per Mario Roggero e rilanciano il tema della legittima difesa.
Roberto Vannacci e Giuseppe Cruciani hanno indossato sul palco del Teatro Comunale di Vicenza una t-shirt con la scritta “Siamo tutti Mario Roggero”, al termine di un cambio d’abito organizzato durante un evento dedicato alle vittime della criminalità. L’iniziativa, promossa dall’ex generale, ha riportato al centro il caso di Mario Roggero, l’orafo condannato a oltre 14 anni di reclusione per l’uccisione di due ladri che avevano assaltato la sua gioielleria. Durante la serata, Vannacci ha parlato anche dei rapporti con Matteo Salvini, dell’ipotesi di una coalizione con il centrodestra e di un possibile confronto diretto con Giorgia Meloni.
Mario Roggero, la t-shirt di Vannacci e Cruciani a Vicenza
Il gesto più visibile della serata è arrivato sul palco, quando Roberto Vannacci e Giuseppe Cruciani hanno mostrato la maglietta con la scritta “Siamo tutti Mario Roggero”. Un messaggio politico e simbolico rivolto all’orafo piemontese, in attesa della sentenza definitiva nel processo per l’uccisione di due rapinatori entrati nella sua gioielleria.
L’evento di Vicenza è stato aperto dalla lettura di una lettera dell’imprenditore vicentino Alberto Filippi, ex senatore della Lega, rapinato nella propria abitazione il 17 aprile scorso. Il tema della sicurezza privata, della reazione alle aggressioni e della tutela di chi subisce reati è stato il filo conduttore dell’iniziativa.
Sul palco è intervenuto anche Giuseppe Cruciani, arrivato a Vicenza dopo aver moderato in mattinata, a Milano Marittima, un incontro con il leader della Lega Matteo Salvini. Il conduttore ha legato il caso Roggero alla necessità di intervenire sulle norme sulla legittima difesa.
“Bisogna utilizzare casi estremi come una persona che ha ucciso due rapinatori per far capire che dobbiamo cambiare la legge sulla legittima difesa. Bisogna ampliare le possibilità con cui una persona che viene aggredita nel proprio negozio debba poter reagire”.
Vannacci, Salvini e il gelo con la Lega
Durante l’incontro, Vannacci ha risposto anche alle domande dei giornalisti sul suo ruolo politico e sui rapporti con la Lega. L’ex generale ha aperto con una battuta: “I giornalisti che si lasciano prendere alle spalle da Vannacci ve li raccomando”.
Sul rapporto con Matteo Salvini, il leader di Futuro Nazionale ha parlato di “gelo”, pur precisando di non avere chiuso i canali con il partito con cui è stato eletto. “Serbo buoni contatti con la Lega, Salvini non mi vuole? Ognuno per la sua strada”.
Il riferimento è alla tensione politica cresciuta dopo la nascita di Futuro Nazionale, il movimento fondato da Vannacci e oggi collocato nello stesso spazio elettorale presidiato dalla Lega. L’ex generale ha rivendicato la partecipazione all’evento di Vicenza come segnale di attenzione attorno al suo progetto politico.
“Non credo ai sondaggi, ma oggi vedo una sala ultra piena, con il tutto esaurito e più di mille persone fuori in lista d’attesa. Ieri sera ero a cena in un ristorante vicentino e sono venuti a salutarmi in tantissimi”.
L’apertura al centrodestra e il messaggio a Meloni
Nel corso della serata, Roberto Vannacci ha lasciato aperta anche la possibilità di un ingresso di Futuro Nazionale in una coalizione di centrodestra, ma solo a determinate condizioni. “Se vengono rispettate le linee rosse del nostro partito siamo disposti a entrare in coalizione”.
L’ex generale ha poi chiamato in causa direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, spiegando di non aver mai avuto un confronto personale con lei. “Non ho mai parlato con lei, non mi piace parlare con interposta persona. Se ha qualcosa da dirmi mi chiami, ha il mio numero di telefono”.
La serata di Vicenza ha quindi tenuto insieme due piani: da un lato la battaglia sulla legittima difesa, rilanciata attraverso il caso Mario Roggero e la t-shirt indossata sul palco; dall’altro la collocazione politica di Vannacci, diviso tra lo strappo con Salvini, l’autonomia di Futuro Nazionale e una possibile trattativa futura con il centrodestra.
