Gli sbarchi di migranti in Italia scendono da 30.598 a 14.464 nella prima metà del 2026.
Gli sbarchi di migranti in Italia registrano un forte calo nella prima metà del 2026. Da inizio anno al 3 luglio, gli arrivi via mare sono stati 14.464, contro i 30.598 rilevati nello stesso periodo del 2025. La flessione è pari al 52,73% e conferma il rallentamento già emerso nei primi mesi dell’anno. Il dato rappresenta un passaggio politicamente rilevante per il governo Meloni, che ha posto il controllo delle rotte migratorie e il contrasto all’immigrazione irregolare tra i punti centrali della propria azione.
Sbarchi di migranti, forte calo dalla Libia
La riduzione più consistente riguarda la rotta dalla Libia, che resta comunque il principale Paese di partenza delle imbarcazioni dirette verso le coste italiane. Dal territorio libico, al 3 luglio 2026, sono arrivati 11.995 migranti, mentre nello stesso periodo del 2025 gli arrivi erano stati 27.303.
Si tratta di oltre 15 mila arrivi in meno, con un calo di circa il 56%. È proprio questa direttrice a incidere maggiormente sul dato complessivo nazionale, perché rappresenta ancora la quota più ampia degli sbarchi registrati in Italia.
In discesa anche la rotta dalla Tunisia. Da inizio anno sono arrivati 1.112 migranti, contro i 2.209 dello stesso periodo del 2025. Resta invece marginale la rotta dalla Turchia, con 76 arrivi contro i 485 dell’anno precedente.
L’unico dato in controtendenza riguarda l’Algeria. Gli arrivi attribuiti a questa direttrice sono saliti a 1.281, più del doppio rispetto ai 601 registrati alla stessa data nel 2025. Una crescita significativa, pur dentro numeri complessivamente più contenuti rispetto alla rotta libica.
Sicilia prima per arrivi, cresce la Sardegna
La Sicilia resta la regione maggiormente interessata dagli arrivi via mare. Nei primi sei mesi del 2026 sono sbarcati sull’isola 10.923 migranti, contro i 25.222 dello stesso periodo del 2025. Anche in questo caso il calo è molto netto e segue l’andamento generale della rotta centrale del Mediterraneo.
In aumento, invece, la Sardegna, dove gli arrivi sono passati da 725 a 1.428. Il dato appare coerente con la crescita della rotta algerina, che approda soprattutto sulle coste sarde.
Seguono la Toscana con 431 arrivi, la Puglia con 379, la Calabria con 287, Emilia-Romagna e Liguria con 251 ciascuna, il Lazio con 191, l’Abruzzo con 172 e le Marche con 151.
Tra le regioni che registrano la contrazione più evidente c’è la Calabria, passata da 1.250 arrivi nel 2025 a 287 nel 2026. Il calo, insieme a quello della Sicilia, contribuisce in modo rilevante alla diminuzione complessiva degli sbarchi.
Bangladesh primo Paese per nazionalità dichiarata
Per nazionalità dichiarata al momento dello sbarco, il primo gruppo resta quello dei cittadini del Bangladesh, con 4.249 arrivi. Seguono la Somalia con 1.644, il Sudan con 1.369, il Pakistan con 1.185 e l’Algeria con 1.106.
Più indietro l’Egitto, con 920 arrivi, l’Eritrea con 628 e la Tunisia con 626. Numeri più contenuti per Mali con 309, Nigeria con 291, Costa d’Avorio con 216, Etiopia con 199, Iran con 183, Sud Sudan e Guinea con 179 ciascuno.
