Mascherine Covid, FdI attacca governo Conte: “Omissione di gravità inaudita”

Alice Buonguerrieri accusa Riccardo Fraccaro in commissione Covid: “Sapeva delle mascherine inidonee e non avvisò nessuno”.

Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, attacca Riccardo Fraccaro dopo l’audizione dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante il governo Conte II. Al centro della denuncia politica ci sono le mascherine importate durante l’emergenza sanitaria, che secondo quanto riferito dalla deputata sarebbero risultate inidonee e marcate falsamente. Per Buonguerrieri, il punto più grave è che Fraccaro, pur sostenendo di essere venuto a conoscenza della vicenda, non avrebbe informato né l’allora premier Giuseppe Conte, né il commissario straordinario Domenico Arcuri, né le Procure.

Mascherine Covid, l’accusa di Buonguerrieri a Fraccaro

La nota diffusa da Alice Buonguerrieri punta direttamente sulla condotta di Riccardo Fraccaro nel periodo più delicato della gestione dell’emergenza Covid. Secondo la parlamentare di Fratelli d’Italia, l’ex sottosegretario avrebbe rivelato in commissione Covid di essere stato informato da Miguel Martina, funzionario dell’Agenzia delle Dogane, dell’importazione di dispositivi non idonei e con marcature false.

“Oggi Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio ai tempi del Governo Conte II, ha rivelato in commissione Covid un fatto di gravità inaudita: nonostante lui fosse venuto a conoscenza da Miguel Martina, funzionario dell’Agenzia delle Dogane, dell’importazione di mascherine inidonee e marcate falsamente, non ha rivelato a nessuno questa circostanza, né all’allora premier Giuseppe Conte, né al commissario straordinario Domenico Arcuri, né alle Procure”.

La questione riguarda uno degli aspetti più sensibili della prima fase della pandemia: l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale. In quei mesi le mascherine erano destinate a medici, operatori sanitari, forze dell’ordine e personale esposto al rischio di contagio. Proprio per questo, secondo Buonguerrieri, ogni segnalazione sulla possibile inidoneità dei dispositivi avrebbe richiesto una risposta immediata da parte delle istituzioni coinvolte.

La giustificazione sulle indagini e la replica di Fratelli d’Italia

Nella ricostruzione della deputata, Fraccaro avrebbe motivato il mancato intervento con il timore di interferire con indagini in corso. Una spiegazione che Buonguerrieri giudica inaccettabile, perché a suo avviso informare l’autorità giudiziaria o i vertici del governo di una possibile ipotesi di reato non avrebbe rappresentato un ostacolo alla giustizia, ma un atto dovuto.

Fraccaro ha giustificato la sua clamorosa omissione adducendo che il suo intervento avrebbe potuto interferire con delle indagini in corso. Assurdo, come si può interferire con la giustizia andando a riferire di una possibile ipotesi di reato alla giustizia?”.

Il nodo politico sollevato da Fratelli d’Italia riguarda quindi il rapporto tra indagini penali, responsabilità amministrativa e tutela della salute pubblica. Secondo Buonguerrieri, l’esistenza di un eventuale procedimento non avrebbe dovuto sospendere i doveri di prevenzione e controllo da parte del governo, soprattutto davanti alla possibilità che dispositivi non sicuri fossero distribuiti a categorie impegnate in prima linea.

“Dunque, secondo l’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, un processo penale eventualmente in corso sospende i doveri amministrativi e di precauzione del governo nei confronti della salute degli italiani”.

La frase evidenzia il cuore dell’accusa: non solo una mancata comunicazione, ma una presunta sottovalutazione del rischio concreto che quei dispositivi potessero rappresentare per chi li utilizzava.

Il rischio per sanitari e forze dell’ordine e il tema del danno erariale

La deputata di Fratelli d’Italia richiama poi le possibili conseguenze per chi avrebbe ricevuto quelle mascherine. Medici, operatori sanitari e forze dell’ordine erano tra i destinatari dei dispositivi acquistati durante la fase emergenziale. Se le mascherine fossero state inidonee, sostiene Buonguerrieri, il problema non sarebbe stato soltanto amministrativo o contabile, ma anche sanitario.

“Perché, è d’obbligo ricordarlo, le mascherine inidonee potrebbero aver cagionato un danno ai medici, agli operatori sanitari, alle forze dell’ordine a cui queste mascherine farlocche venivano destinate”.

La parlamentare aggiunge un secondo profilo: quello del danno erariale. La struttura commissariale, guidata all’epoca da Domenico Arcuri, avrebbe speso una quantità rilevante di denaro pubblico per acquistare dispositivi poi risultati pericolosi per la salute. Anche questo aspetto, secondo Buonguerrieri, deve essere valutato nel quadro delle responsabilità politiche e amministrative della gestione dell’emergenza.

“A ciò si aggiunge il danno erariale, giacché la struttura commissariale ha speso un’ingente quantità di soldi pubblici per l’acquisto di dispositivi risultati pericolosi per la salute”.

La nuova accusa rilancia il lavoro della commissione Covid, chiamata a ricostruire decisioni, omissioni e passaggi istituzionali nella gestione della pandemia. Il caso delle mascherine diventa così un terreno di scontro diretto tra Fratelli d’Italia e gli ex esponenti del governo Conte II, con al centro due domande politiche: chi sapeva della possibile inidoneità dei dispositivi e perché quelle informazioni non furono trasmesse ai vertici del governo, alla struttura commissariale e alla magistratura.

Lascia un commento