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Isis, fermati in Italia e in Albania tre terroristi islamici

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Un gruppo di persone affiliate all’Isis che avevano base logistica in Italia ma si spostavano anche in Albania ieri sono stati fermate ed in seguito arrestate dalle forze dell’ordine.

Da tempo gli inquirenti seguivano gli spostamenti di tre uomini sospettati di essere affiliati al sanguinoso gruppo di terroristi islamici dell’Isis.
Ieri i giudici che conducono l’indagine hanno deciso di fermare le tre persone sospettate di essere dei terroristi del Califfato.

I fermi dei tre presunti terroristi sono avvenuti a Torino e in Albania.

Gli inquirenti hanno reso noto che sono in corso perquisizioni in diverse zone d’Italia in particolare in alcune aree del nord.

Il fermo predisposto dalla procura di Brescia ha riguardato due cittadini di origini albanese e un italiano di origine marocchine.


I due albanesi fermati appartengono alla stessa famiglia e sono zio e nipote.

Lo zio un certo Alban Haki Elezi di 38 anni è stato fermato dalla polizia albanese in un paesino nei pressi di  Tirana capitale dell’Albania.

Il nipote invece da tempo abitava in uno paesi dell’hinterland di Torino.

Il ragazzo  era perfettamente integrato con la comunità del paese e frequentava l’istituto tecnico di Cirirè.

Il ragazzo, da quello che si apprende, viveva nel paesino in provincia di Torino con tutta la sua famiglia.

La preside dell’istituto che frequentava il ragazzo  che è stato arrestato dalla polizia italiana ha così commentato il fermo del suo alunno: “Sono basita, ho la pelle d’oca. Proprio non me l’aspettavo. Si era inserito perfettamente. Elvis è sempre stato un ragazzo volenteroso e non ha mai dato alcun tipo di problema dal punto di vista disciplinare, proprio non mi aspettavo che potesse avere simpatie per l’Isis, non ne ha mai dato alcun segnale”.

L’altro arrestato è un cittadino italiano di origine marocchina che si presume  sia l’autore di uno degli ultimi video propagandistici postati dall’Isis contro l’Italia.

Secondo gli inquirenti i tre uomini arrestati avevano il compito di reclutare in Italia gente disposta a sposare la causa dell’Isis e partire per la Siria o per la Libia per combattere per il Califfato.