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Mafia capitale, Renzi non sparare nel mucchio ma punire colpevoli

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Matteo Renzi torna a parlare di Mafia Capitale dicendo che bisogna utilizzare il pugno di ferro contro anche chi del Partito Democratico ha corrotto o si è fatto corrompere.

Il premier è durissimo con questi politici, i quali devono smettere di avere un ruolo pubblico e devono andare subito a casa.

Il premier però dice anche che non bisogna “fare di tutta l’erba un fascio”.

Il presidente del Consiglio parla anche della delicata vicende del sottosegretario del Nuovo centrodestra, Giuseppe Castiglione, che risulta essere indagato dalla procura di Roma nel secondo filone di indagini di Mafia Capitale.

Matteo Renzi, che si trovava a Genova per partecipare alla “Repubblica delle Idee”, ha affermato sulla vicenda che vede coinvolto l’esponente di spicco del Ncd Giuseppe Castiglione:

”Ho cinque sottosegretari con l’avviso di garanzia, tre del Pd. Siccome credo nella Costituzione e ho giurato sulla Carta, un cittadino è innocente finché non viene provato il contrario. Questo per me è il discrimine tra giustizia e giustizialismo. Io ho anche avuto un padre indagato qui a Genova. Non mi troverete mai dalla parte di quelli per cui un avviso di garanzia significa richiesta di dimissioni”.

Matteo Renzi ha parlato del suo partito e dice che se uno del Pd è coinvolto in Mafia Capitale deve essere subito cacciato e deve scontare la sua pena fino  all’ultimo giorno di galera.

Il premier Renzi parla anche del caso che sta facendo molto discutere dell’ex sindaco di Salerno, De Luca, che dopo la vittoria alle ultime regionali risulta essere ineleggibile, secondo la legge Severino, alla carica di  presidente della regione Campania.

Il presidente del Consiglio ha affermato che De Luca, come l’attuale sindaco di Napoli De Magistris, è indagato per abuso d’ufficio reato che non ha nulla a che fare con altri molto più gravi.

Il premier ha reso noto che non ha nessuna intenzione di modificare la legge Severino: “perché sarebbe un atto ad personam e il tempo delle leggi ad personam è finito, non ci sarà nessun favoritismo”.

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