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Brescia, due amanti fanno sesso in auto ma restano chiusi nel bagagliaio

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Lei una donna di Adro di 51 anni, lui un uomo di 54 anni di origini marocchine sono stati travolti dalla passione e non ci hanno pensato due volte a rinchiudersi nel bagagliaio dell’auto per accoppiarsi.

Un amore travolgente che però ha provocato in seguito alla coppia non pochi problemi ed anche una figuraccia.

Il bagagliaio, dove i due avevano trovato rifugio, era di un Suv Rexton che può essere solo aperto dall’esterno e la coppia presa anche dalla foga non se ne era  ricordata ed è rimasta intrappolata diverso tempo prima che una pattuglia delle forze dell’ordine riuscisse a liberarla.

Una storia che ha dell’incredibile è successa nella zona industriale della seconda città della Lombardia a Brescia.

Una coppia si è appartata in una delle zone meno illuminate della periferia della città lombarda.

Una zona difficilmente raggiungibile anche dalle forze dell’ordine che conosco benissimo sia le città dove lavorano che le loro periferie.

Una coppia ha deciso di avere un rapporto strano, diverso dal solito e così, anche per una serie di complicazioni che aveva l’auto, un grosso suv, hanno deciso di appartarsi nel cofano del veicolo.

I due, una donna di Adro, un piccolo paese in provincia di Brescia di 8 mila abitanti e un uomo di origine marocchina hanno consumato il loro rapporto nel cofano dell’auto.

I due si sono appartanti in una piazzola molto isolata nei pressi della zona industriale di Brescia intorno alle 23,00 di lunedì sera.

La coppia, dopo aver consumato il rapporto, si è accorta che era impossibile uscire dal cofano che si apriva solo dall’esterno.

La donna italiana e l’uomo marocchino dopo infruttuosi diversi tentativi hanno dovuto chiamare la polizia.

La pattuglia della polizia ha trovato notevoli difficoltà nel dover rintracciare la coppia ma, alla fine, è riuscita a ritrovarla grazia al gps del cellulare della donna.

I due finalmente sono stati liberati e sono usciti dal portabagagli.

La coppia ha rivelato ai carabinieri che non poteva appartarsi nei sedili posteriori perché il suv era provvisto di una grata e l’unica possibilità che c’era per essere un po’ appartati era quella di spostarsi nel cofano, molto grande, del veicolo.

Sicuramente i due sfortunati non ripeteranno mai più l’esperienza di appartarsi nel cofano di un’auto e sceglieranno, la prossima volta, un posto molto più comodo e facilmente accessibile.

Certamente tanto sarà stato l’imbarazzo nel dover chiamare le forze dell’ordine per farsi aiutare e poi nel dover spiegare le motivazione, tra l’altro facilmente intuibile, dell’incidente.

In ogni caso, di fronte all’impossibilità di liberarsi da soli , forza maggiore hanno dovuto farsi aiutare.

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