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Tumori infantili, la diagnosi precoce individuando un gene

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Per i medici è già molto difficoltoso riuscire a fare una diagnosi esatta su una persona adulta, diventa complicato e quasi impossibile con un bambino. La difficoltà da parte di un bambino di esprimersi e di far comprendere quali sono i suoi sintomi che provocano malessere rende quasi impossibile diagnosticare una patologia. Comprendere quando una patologia sta per svilupparsi è importantissimo. Le diagnosi precoci di malattia gravissime quali i tumori sono fondamentali per la vita sia di un bambino che di un adulto.

Alcuni ricercatori italiani del plesso Ospedaliero di Padova hanno collaborato con gli studiosi americani del Memorial Sloan Kettering Hospital di New York per svolgere uno studio approfondito su come riuscire a diagnosticare precocemente i tumori infantili. Per comprendere quando un tumore si sta sviluppando in un bambino, secondo i ricercatori italiani, bisognare scoprire il momento in cui una cellula sta per essere colpita dal cancro. In molti casi i tumori sorgono con la modifica di un gene. La scoperta precoce di un cancro potrebbe salvare la vita di tantissimi bambini.

Gli studiosi italiani hanno svolto approfondite ricerche su come individuare un tumore ritenuto molto aggressivo che colpisce i bambini nel loro primi dodici mesi di vita. La neoplasia, che è stata studiata dal team di ricercatori italiani, è scientificamente denominata rabdomiosarcoma infantile. Gli studiosi veneti hanno appurato il rabdomiosarcoma infantile si manifesta quando vi è una alterazione del gene Vgll2.

Secondo gli studiosi padovani per avere una diagnosi precoce di una malattia così aggressiva bisogna tenere nel primo anno di vita dei bambini sempre sotto osservazione eventuali mutamenti del gene Vgll2 . La diagnosi precoce del rabdomiosarcoma infantile potrebbe consentire di salvare tantissime vite di piccolissimi bambini.  La grave neoplasia che colpisce i bambini viene ora curata con terapie molto invasive come chemioterapia e radioterapia che spesso comportano delle complicazioni gravissime.

Il professor Bisogno che ha condotto lo studio sul rabdomiosarcoma infantile ha così commentato la ricerca: “non è possibile usare tecniche come la chemioterapia e la radioterapia che alla lunga potrebbero essere tossiche e dannose nei bambini molto piccoli. Il ruolo del gene Vgll2 nel monitoraggio dello sviluppo della muscolatura striata nell’uomo apre la strada a ulteriori ricerche per la comprensione del meccanismo di sviluppo di queste neoplasie congenite”.