breaking-news, Italia

Roberto Cota, chiesta condanna di 2 anni e 4 mesi, comprò le mutande verdi a Boston

Roberto-Cota-chiesta-condanna-di-2-anni-e-4-mesi-comprò-le-mutande-verdi-a-BostonEntra nel vivo il processo denominato “rimborsopoli” che vede coinvolto anche l’ex governatore del Piemonte, il leghista Roberto Cota.

Per l’ex presidente della Regione Piemonte, il pubblico ministero Enrica Gabetta, alla fine della sua lunga requisitoria, ha chiesto 2 anni e 4 mesi di reclusione. L’accusa nei confronti di Roberto Cota è quella di aver usato i fondi del gruppo della Lega inserendo le proprie spese per evitare di utilizzare quelli previsti per la presidenza della Regione.

In totale sono 25 le persone indagate. Il pm ha chiesto pene da un minimo di 16 mesi ad un massino di 28 mesi. Anche Riccardo Molinari, attuale segretario della Lega Nord in Piemonte, rischia una dura condanna, il pm Enrica Gabetta come per Roberto Cota, per l’esponente di spicco del carroccio ha chiesto una pena di 28 mesi.

Roberto Cota è indagato per aver presentato nelle spese del gruppo della Lega Nord in totale 25 mila euro di scontrini; tra i tanti acquisti dell’ex governatore Cota risultano anche le mutande di colore verde acquistate durante una sua visita istituzionale alla città di Boston.

I reati contestati ai 25 consiglieri indagati sono di truffa, peculato e finanziamento illecito ai partiti. Tra le persone che sono sotto processo di Torino vi è anche l’ex consigliere regionale del Movimento dei Pensionati per Cota, Michele Giovine che secondo l’accusa deve rispondere del reato di peculato per la presentazione di spese per un importo di 144 mila euro.

Tra gli indagati risulta anche esserci l’ex consigliere della Lega Nord, Roberto De Magistris che è stato definito dal pm Avenati Bassi “il signore degli autogrill” perché tra le spese che sono oggetto di indagine ci sono due ricevute di pieni di benzina effettuati nello stesso giorno.

Il pm Avenati Bassi ha così chiuso la sua requisitoria: “Questo non è il processo al micro scontrino, ma c’è una sistematica appropriazione, non parliamo solo della cotoletta o dell’acqua, ma delle spese continue personali che vengono ribaltate sui gruppi consiliari”.