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Riforma Pensioni Poletti 2014: ultime novità proposte Renzi variazioni legge Fornero

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Il Job Act la nuova riforma del lavoro targata Matteo Renzi sarà pronta entro massimo il 16 marzo o potrebbe slittare di un giorno al 17 marzo.

L’esecutivo guidato dal segretario del Pd intende contrastare subito la disoccupazione che è arrivata in Italia a livelli insostenibili.

Dagli ultimi dati Istat in Italia meridionale dove la crisi si è fatta più sentire un italiano su tre è senza lavoro.

I giovani che dovrebbero essere il futuro della nostra nazione si trovano oramai in una situazione molto difficile con percentuali altissime di ragazzi che da poco hanno terminato gli studi che sono senza lavoro che si trovano nella situazione di dover scegliere di emigrare in altri paesi o aspettare che qualcosa cambi qui in Italia.

La situazione è molto critica e c’è bisogno di una manovra schock che  crei nuovi posti di lavoro e che agevoli le imprese ad assumere.

Matteo Renzi punta molto a dare slancio ad alcuni settori come l’edilizia scolastica, la green economy, la cultura e il turismo.

Inoltre il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in accordo con il nuovo Ministro del Lavoro Poletti intende rimettere in moto il ricambio generazionale fermo da decenni che ha avuto il definito stop con l’approvazione della legge sulle pensioni della Fornero.

Per fare in modo che ci sia nuovamente la staffetta generazionale occorre prevedere delle formule di prepensionamento che possano accontentare i lavoratori che hanno raggiunto il massimo dei contributi ma non possono andare in pensione per non aver raggiunto il limite d’età imposto dalla legge Fornero di minimo sessantasei anni.

L’idea per apportare le opportune variazioni alle legge Fornero potrebbe essere rispolverare la proposta del prestito pensionistico dell’ex Ministro del lavoro Giovannini nella quale si prevedeva la possibilità di chi ha raggiunto il massimo dei contributo ed abbia compiuto minimo sessantadue anni di andare in prepensionamento avendo un assegno mensile pari alla pensione maturata decurtato all’incirca del 10%.

Una simile proposta potrebbe dare la possibilità, a chi da tempo vuole andare in pensione di poterci andare tranquillamente e di liberare una cospicua quantità di posti per chi è alla ricerca di un posto di lavoro.