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Selvaggia Lucarelli elogia il gesto di Fedez, J-Ax e Amoroso di devolvere i loro ricavi per Amatrice ma attacca duramente le istituzioni, case costruite male

© Virginia Farneti/Lapresse 16-04-2008 Roma Spettacolo Presentazione Trasmissione Rai2 "Pirati Nella foto Selvaggia Lucarelli ©Virginia Farneti/Lapresse 16-04-2008 Rome Entertainment   Presentation of the tv show "Pirati" In the photo Selvaggia Lucarelli
© Virginia Farneti/Lapresse
16-04-2008 Roma
Spettacolo
Presentazione Trasmissione Rai2 “Pirati
Nella foto Selvaggia Lucarelli
©Virginia Farneti/Lapresse
16-04-2008 Rome
Entertainment
Presentation of the tv show “Pirati”
In the photo Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli sulla sua seguitissima pagina Facebook ha postato un lunghissimo commento nel quale ha elogiato il gesto di tre cantanti quali Fedez, J-Ax e Amoroso ma ha voluto precisare che le colpe di tanti morti per il terremoto sono delle istituzioni che hanno permesso che case, scuole e ospedali fossero costruite male.

“Trovo molto generoso il gesto di Fedez, J-Ax e la Amoroso che devolveranno i ricavi della loro musica per la ricostruzione di asilo e ospedale di Amatrice. Davvero. E da italiana li ringrazio. Quegli edifici però li avevamo pagati noi, loro, pagando le tasse. Ed erano stati costruiti male. Rinforzati male. I nostri soldi sono stati utilizzati male. Anzi, in modo criminale, perché se il terremoto avesse scosso Amatrice una mattina qualunque, per esempio tra venti giorni, da quell’ammasso di macerie che è la scuola avrebbero estratto non so quanti grembiulini. Le tasse, pensate un po’ la beffa, le paghiamo pure per ricostruire gli edifici tirati su con la sabbia, per cui non so voi, ma io non voglio che il destino di quella scuola sia in mano a Fedez. Voglio pensarci io. Voglio che ci pensiamo noi a ricostruire scuole e ospedali. Voglio che si finisca l’ospedale dell’Aquila, che si tiri su la scuola di Amatrice, che si mettano in sicurezza le scuole dei nostri figli. E badate bene. Non è un discorso populista. È che io vorrei sapere che il destino del tetto della scuola in cui va mio figlio dipende da come lo Stato utilizza i nostri soldi e le tasse che paghiamo, che sono tante, non da quanti dischi venderà Fedez. Fossi in lui con i soldi dei dischi farei costruire un teatro, un parco giochi, una biblioteca, quello che vuole, ma scuole e ospedali no. Sarebbe diseducativo e assolutorio. Se poi a ricostruire le scuole ci devono pensare i cantanti, cominciamo a intitolare a loro- a Fedez e J-Ax- medie e licei, che eroi e patrioti a cui li intitoliamo d’ufficio, non andrebbero molto fieri del paese per cui sono morti”.