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Terremoto in tempo reale, ultime notizie su nuova scossa nel pomeriggio in Puglia

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma ha registrato una nuova scossa in Puglia. L’evento sismico, di magnitudo 2.8, è avvenuta alle ore 17,15 di oggi.

La terra ha tremato nel foggiano. L’epicentro è stato a 6 chilometri da Vico del Gargano.

I comuni vicini all’epicentro della scossa sono i seguenti: Vico del Gargano, Peschici, Ischitella, Rodi Garganico, Carpino, Vieste, Mattinata e Monte Sant’Angelo.

La scossa di terremoto non ha provocato danni né a persone né a cose.

Proprio oggi è stato pubblicato uno studio sulla possibilità di prevedere i terremoti.

Gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno reso noto che “Nell’area coinvolta dal terremoto dell’Aquila il suolo si era abbassato di 15 millimetri a partire da tre anni prima del gravissimo sisma del 2009. La deformazione, dice un comunicato dell’ente, è probabilmente legata alla fase preparatoria del terremoto».

Il dottor Marco Moro dell’Ingv ha spiegato: “La deformazione osservata prima del terremoto è stata indotta dal cedimento di alcuni livelli stratigrafici causato dal progressivo abbassamento delle falde acquifere superficiali, determinato a sua volta dalla migrazione dei fluidi in profondità».

Ciò che accade nel sottosuolo, dunque, prima di un sisma è un fenomeno complesso non facile da decifrare. Il risultato è stato raggiunto impiegando tecniche interferometriche satellitari (ad esempio con i satelliti CosmoSkymed dell’Asi) capaci appunto di mettere in evidenza le alterazioni del suolo. Alla ricerca hanno collaborato anche le società Tre Altamira, e-Geos e Gamma Remote Sensing Research and Consulting. Dopo il terremoto a L’Aquila venivano avviate diverse ricerche che riguardavano l’idrogeologia e la geotecnica oltre la sismologia effettuando quindi delle indagini incrociate che hanno permesso di cogliere l’alterazione del suolo. Il dato raccolto, dunque, è interessante.

“Questo tipo di studi potrebbero essere estesi ad altre aree vittime di terremoti per capire, nel caso si ripresentino le deformazioni, se simili indizi raccolti possano essere utili da considerare nella difficile conquista di una previsione oggi impossibile”.