Un addio sui social, poi il suicidio, così muore una 14enne vittima di atti continui di bullismo

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Rochelle Pryor era una ragazza aborigena di 14 anni che si è tolta la vita perché vittima di bullismo. L’adolescente si è spenta il 10 gennaio 2019, dopo 9 giorni di agonia. Il padre l’aveva trovata priva di sensi nella sua camera e subito aveva allertato i soccorsi: purtroppo questo non è bastato a salvarle la vita.

È allarme suicidi per la comunità aborigena australiana. Nel giro di circa due settimane sono morte quattro ragazze e tutte si sono tolte la vita. l’ultima dell’elenco è proprio Rchelle Pryor.

La prima ragazza è morta lo scorso 3 Gennaio, dopo essersi inflitta delle ferite (autolesionismo). Altre due ragazze di 12 e 15 anni si sono suicidate tra il 3 ed il 10 gennaio scorso. I suicidi si sono verificati in diverse zone dell’Australia occidentale, settentrionale e meridionale.

Rochelle Pryor è la quarta ragazza aborigena ad essersi suicidata in Australia dall’inizio dell’anno. La ragazzina era arrivata al limite della sopportazione dopo aver subito numerosi atti di bullismo e cyberbullismo. Un quinto ragazzino di 12 anni sarebbe attualmente in fin di vita dopo aver tentato il suicidio, anche lui.

Straziante l’ultimo messaggio che la giovane ha lasciato in rete: “Una volta che me ne sarò andata, il bullismo e il razzismo si fermeranno”. Kyanne, la sorella 17enne di Rochelle, l’ha ricordata come una ragazza dolce, felice e divertente, preoccupata dai bulli. Dichiarazioni che indirizzano ulteriormente su questa pista quelle della madre, che ai media locali ha rivelato di come Rochelle temesse di andare a scuola dopo essere stata coinvolta in un alterco.